Influenza A: attenzione ai medici super untori

Influenza A: attenzione ai medici super untori

Per l’influenza A non siamo tutti uguali: alcuni individui, dato ruolo e professione sociale, rischiano di diventare i migliori alleati della pandemia, sorta di super untori della diffusione
del virus H1N1.

A sostenerlo, uno studio di Laura Temime del Conservatoire des Arts et Metiers di Parigi pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences.

Tale ricerca si è concentrata sugli ospedali ed ha individuato i soggetti più “a rischio” nel cosiddetto personale sanitario itinerante: coloro che girano i reparti e vedono tutti
i pazienti ogni giorno, come radiologi e fisioterapisti. Se tali individui non rispettano i corretti protocolli d’igiene (e se in particolare non si lavano bene le mani) hanno una
probabilità di diventare veicoli d’infezioni tre volte maggiori rispetto ai comuni medici ed infermieri.

Più specificamente, lo studio ha osservato il potenziale da untore di un un medico (che vede molti pazienti ma con contatti rari, non quotidiani), di un infermiere (che vede ogni giorno
i pochi pazienti che gli sono assegnati) e di un membro del personale non assegnato a un reparto, che vede moltissimi pazienti tutti i giorni, per esempio un radiologo. Si è così
notato come quando il terzo tipo di medico non si lava le mani correttamente ha una capacità infettiva pari a circa un terzo (il 23%) di un intero reparto sanitario che trascura la
pulizia delle mani.

A dimostrare l’importanza di una corretta pulizia delle mani arriva un’altra ricerca, prodotta dal dottor Roberto Clauda (direttore dell’Istituto di Clinica delle Malattie infettive
dell’Università Cattolica di Roma) e pubblicata da “Clinical Microbiology and Infection”.

Secondo tale ricerca, l’applicazione delle norme igienicheee riduce del 30% delle infezioni da MRSA, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, uno dei più temuti agenti
patogeni causa di infezioni nosocomiali nel mondo.

Ed, in conclusione, altri studi affini mostrano che il lavaggio delle mani è una misura semplice ma essenziale per evitare la diffusione di infezioni in corsia e, soprattutto in questi
mesi, il problema è ancora più sentito perché gli ospedali rischiano di essere un trampolino di lancio per l’espansione dell’epidemia di influenza A/H1N1.

Matteo Clerici

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