Inflazione: modificare gli strumenti di registrazione dei dati

Percentuali inflattive così diverse tra città e città, come ad esempio tra Trento (2,0%) e Cagliari (3,8%), che risultano differenziate del 90%, stanno a dimostrare, se ce
ne fosse bisogno, che uno dei punti da noi sempre richiesto con grande determinazione, oltre ai pesi ed alle voci non adeguate alla realtà, è quello relativo all’accuratezza delle
rilevazioni territoriali dei prezzi.

Infatti, non è pensabile che vi siano differenze che, anche se oggettivamente presenti, in termini statistici non dovrebbero arrivare a percentuali così elevate.
Continuiamo quindi a sostenere che sia necessario un adeguamento di tutta la rilevazione statistica nel nostro Paese, a partire da quello che è avvenuto nel 2002, durante il cambio
Lira/Euro, quando, in presenza di un aumento incredibile dei prezzi, specialmente dei beni di largo consumo, veniva addirittura registrato un’irreale tasso di inflazione in calo, dal 2,7 al
2,5%, mentre dai nostri osservatori e dai nostri calcoli (confermati anche da altri autorevoli centri economici) il tasso medio avrebbe dovuto collocarsi al 5,6%, mentre quello relativo ai
prodotti di largo consumo all’8,9%.

Oltre a queste proposte di «aggiustamento» del ruolo e della funzione dell’Istat, sono necessarie manovre immediate che diano respiro alle famiglie, tenendo presente che per gli
alimentari si registreranno aumenti per 445? in più all’anno e, con il petrolio a questi livelli, aumenti per 580 ? all’anno per costi energetici (gas, luce, riscaldamento, carburanti).

In particolare è urgente operare:
? estendendo a tutto il territorio nazionale accordi come quello fatto nella Regione Marche, con i commercianti e le associazioni dei consumatori, per bloccare i prezzi di alcuni prodotti per,
almeno, sei mesi;
? mettendo in campo verifiche e sanzioni al fine di colpire ed estirpare abusi speculativi, controllate e gestite dal Garante dei prezzi;
? accelerando il processo di vendita diretta dei prodotti agro alimentari nelle città, come strumento per calmierare i prezzi;
? definire strumenti di agevolazione per luce-gas per le famiglie meno abbienti;
? liberalizzare il mercato dei carburanti. Per ora esiste solo la possibilità di rifornirsi presso le «pompe bianche», il cui indirizzario è disponibile sul sito della
Federconsumatori.
? «Fondamentale, tuttavia, è la richiesta – ribadisce Rosario Trefiletti – di intervenire celermente, attraverso strumenti fiscali e con accordi bipartisan, per aumentare il
reddito fisso (salari e pensioni)».

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