Inflazione: doppio prezzo per contrastare i rincari e dare più trasparenza al mercato

Reggio Emilia – «I dati Istat sull’inflazione di febbraio e in particolare i forti aumenti registrati nel settore degli alimentari impongono immediati interventi per
contrastare i rincari, per tale ragione riproponiamo il doppio prezzo (origine e dettaglio) sui cartellini di vendita degli agroalimentari, l’istituzione di Osservatori a livello regionale e
nazionale, controlli più severi in modo da combattere qualsiasi tentativo di speculazione e rapporti più organici nella filiera».

Lo sostiene il presidente della Confederazione italiana agricoltori di Reggio Emilia Ivan Bertolini.

«L’elevato incremento dei prezzi dei prodotti alimentari (più 5% rispetto a febbraio 2007), il più alto dal 1996 evidenzia -afferma Bertolini- l’esigenza di riequilibrare il
mercato e soprattutto di ridurre la forbice, oggi molto ampia, tra i prezzi praticati sul campo e quelli al consumo». In quest’ambito s’inserisce la nostra proposta sul doppio prezzo.
Crediamo sia la strada migliore per porre un freno a rincari artificiosi e speculazioni che in questi ultimi mesi hanno alimentato l’inflazione e provocato pesanti riflessi negativi sulla spesa
degli italiani».

«Riteniamo necessario -aggiunge il presidente della Cia- fare massima chiarezza sul fronte dei prezzi. Con il doppio prezzo, infatti, vogliamo assicurare sia il produttore che il
consumatore attraverso una corretta informazione sul prezzo dal campo alla tavola. Insomma, una reale tracciabilità. In tale modo si garantisce un meccanismo di controllo dell’intera
filiera agroalimentare, rendendo la dinamica dei prezzi più coerente con il mercato».

«E proprio per contenere la corsa dei prezzi sul fronte agroalimentare, bisogna operare in maniera adeguata per superare -rileva- le attuali l’inefficienza della filiera, rendendo
più stretti e proficui i rapporti tra i vari soggetti».
«Non solo. Abbiamo anche bisogno -evidenzia il presidente della Cia- di un sistema informativo degli andamenti dei prezzi in tempo reale, al quale gli agricoltori e le loro organizzazioni
possano accedere con i propri terminali. Per questo proponiamo la costituzione, a livello nazionale e regionale, di Osservatori prezzi che dovranno essere partecipati dalle organizzazioni
agricole ed avere il compito di acquisire, sulla base di metodologie comuni, per i più significativi prodotti, le quotazioni dei prezzi nelle diverse fasi, dall’azienda al consumo. Le
quotazioni dovranno essere diffuse in tempo reale come strumento di informazione per gli agricoltori, innanzitutto, e per i consumatori. Ciò è indispensabile -conclude Bertolini-
per una maggiore trasparenza dei mercati e per il successivo approfondimento delle dinamiche dei meccanismi di formazione dei prezzi dei prodotti agricoli e per la definizione di adeguate
politiche settoriali».

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