Inflazione, FIPE: «Ristorazione italiana bene in Europa»

Nonostante i consumi degli italiani risultano essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, è quanto emerso dal lavoro presentato dal centro studi
Fipe nel corso delle giornate di Cibus 2008, la rassegna internazionale più importante nel settore dell’alimentazione.

Il motivo è da ricercare in un nuovo stile di vita che tiene le persone sempre meno in casa, ma anche in una politica dei prezzi attenta praticata dagli esercenti. È quanto
sostiene il presidente del Comitato italiano della ristorazione di Fipe, Giancarlo Deidda. «La ristorazione italiana va lodata – afferma – perché riesce a mantenere vive le
tradizioni culinarie, conservando anche in questi tempi difficili gli stili corretti dell’alimentazione degli italiani. I listini dei prezzi sono fermi da mesi, nonostante gli aumenti sostenuti
delle materie prime indispensabili ad offrire una ristorazione di qualità ai consumatori e altre spese anche meno visibili per il cliente».

A marzo, infatti, i dati relativi all’indice armonizzato dei prezzi diffusi dall’Eurostat provano che a livello tendenziale (marzo 2008 su marzo 2007) a fronte di un’inflazione al 5,5% dei beni
alimentari, la ristorazione si è attestata al 3,3% ed è risultata addirittura più bassa anche del dato nazionale complessivo pari al 3,6%. Ancora meglio è andata se
il dato inflativo viene messo in comparazione con quello dei paesi di Eurolandia dove la ristorazione è al 3,6%, pari al dato complessivo, contro il 6,2% dell’alimentazione.

La ricerca del centro studi Fipe ha preso in considerazione l’andamento dell’inflazione generale e della ristorazione in particolare nei Paesi europei dal 2002 al 2007. Anche se nel lungo
periodo, il settore si presta strutturalmente ad essere annoverato su base nazionale fra quelli dove il dato percentuale dei rincari è più alto, risulta essere molto più
basso di quello registrato a livello europeo. Sia nei paesi dell’Unione europea a 27, sia in Eurolandia nei sei anni successivi all’entrata dell’Euro, l’inflazione è aumentata nel
settore della ristorazione molto di più quanto non sia cresciuta in Italia. I dati all’interno della ricerca (vedi anche www.fipe.it) dimostrano che in Italia la crescita inflativa della
ristorazione è contenuta tanto da riuscire a compensare quella ben più consistente registrata nei settori dell’abbigliamento, dell’arredamento e dei servizi creativi. Questi
ultimi sono infatti i capitoli di spesa che più allontanano l’andamento italiano dalla dinamica inflazionistica dei Paesi europei più virtuosi a cominciare da Francia e Germania.

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