Inflazione: doppio prezzo, rapporti di filiera più stretti e Osservatori sia a livello nazionale e regionale per un mercato “trasparente”
22 Febbraio 2008
«Il problema dei prezzi deve essere affrontato alla radice, bisogna superare l’ inefficienza della filiera e garantire una maggiore trasparenza del mercato», lo ha sottolineato il
presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito ai dati Istat sull’inflazione a gennaio, che segna una crescita del 2,9 per cento, e soprattutto in relazione
agli aumenti dei prodotti ad «alta frequenza d’acquisto», cioè quelli che vengono comprati praticamente quotidianamente (come gli alimentari, i tabacchi, i carburanti, i
giornali o le spese al bar e al ristorante) per i quali il tasso inflazionistico è molto più alto del tasso generale ed è pari al 4,8 per cento.
«Per questa ragione rinnoviamo la nostra ricetta per contrastare l’avanzata dell’inflazione e i rincari. Chiediamo -ha avvertito Politi- il doppio prezzo (origine e dettaglio) da
applicare sui cartellini di vendita; filiere più corte e rapporti più stretti e organici tra i vari soggetti; Osservatori a livello regionale e nazionale per monitorare
costantemente il mercato; interventi sempre più tempestivi e fermi da parte del garante dei prezzi, come già del resto è avvenuto in queste ultime settimane».
«Due anni fa -ha aggiunto il presidente della Cia- lanciammo, con la raccolta di firme in tutta Italia, la Petizione popolare sul doppio prezzo. Ad essa, a parte alcune proposte
legislative, non si è dato seguito, anche per una diffusa disattenzione. Non si capì che il nocciolo della proposta non era introdurre elementi di dirigismo nel mercato e nuove
complicazioni, ma, semplicemente, introdurre più trasparenza nei processi di formazione dei prezzi e maggiori possibilità di controllo sociale».
«Oggi, gli agricoltori -ha ricordato Politi- non sono in grado di influenzare gli andamenti di mercato. Spesso, non conoscono nemmeno, in tempo reale, le quotazioni dei prodotti.
Esistono, in Italia, numerose e diffuse sedi di rilevazioni dei prezzi: dalle Camere di commercio ai mercati, al ministero delle Politiche agricole. Tutti questi strumenti, tuttavia, hanno due
limiti: il primo è che non rilevano il prezzo all’azienda agricola, il secondo è che non sono diffusi in tempo reale e dunque sono di limitata utilità, vista l’alta
variabilità delle quotazioni e la scarsa diffusione della vendita su contratto. Abbiamo bisogno di un sistema informativo degli andamenti dei prezzi in tempo reale, al quale gli
agricoltori e le loro organizzazioni possano accedere con i propri terminali. Per questo proponiamo la costituzione, a livello nazionale e regionale, di Osservatori prezzi».
«Questi Osservatori -ha rilevato il presidente della Cia- dovranno essere partecipati dalle organizzazioni agricole ed avere il compito di acquisire, sulla base di metodologie comuni, per
i più significativi prodotti, le quotazioni dei prezzi nelle diverse fasi, dall’azienda al consumo. Le quotazioni dovranno essere diffuse in tempio reale come strumento di informazione
per gli agricoltori, innanzitutto, e per i consumatori. Ciò è indispensabile per una maggiore trasparenza dei mercati e per il successivo approfondimento delle dinamiche dei
meccanismi di formazione dei prezzi dei prodotti agricoli e per la definizione di adeguate politiche settoriali».




