Inflazione: Coldiretti, -5,2% prezzi nei campi ma spesa aumenta

Inflazione: Coldiretti, -5,2% prezzi nei campi ma spesa aumenta

A novembre i prezzi dei prodotti agricoli si sono ridotti del 5,2 per cento, ma si continuano a registrare aumenti per i prodotti della tavola al consumo che hanno provocato una  crescita
della spesa di tutti i giorni dell’1,2 per cento su base annua. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati divulgati dall’Istat sull’inflazione a novembre. I prezzi alla produzione
agricola sono in calo per i vini (-15,8 per cento), per la frutta (-15 per cento), per i cereali (-10,6 per cento) e per gli oli di oliva (-8,4 per cento) ma anche tra i prodotti dell’allevamento
con gli avicoli che  cedono il 14,4 per cento, i suini il 7,9 per cento, i lattiero-caseari il 4,9 per cento, i bovini lo 0,8 per cento e gli ovicaprini lo 0,4 per cento, secondo le
elaborazioni Coldiretti su dati Ismea a novembre.

I consumatori italiani – sottolinea la Coldiretti – non hanno potuto beneficiare di questa forte riduzione dei prezzi agricoli, che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne, a causa
delle inefficienze e delle speculazioni lungo la filiera agroalimentare che sono costate, a cittadini ed imprese agricole, 5,8 miliardi nel 2009 per effetto dell’aumento dei prezzi dei prodotti
alimentari nonostante il forte calo nei prezzi delle materie prime agricole.

Un caso emblematico è quello della pasta con il prezzo del grano duro che è sceso a 0,18 euro al chilo mentre la pasta si vende ad 1,4 euro al chilo con un ricarico del 400 per
cento se si tiene conto delle rese di trasformazione, per effetto di uno squilibrio concorrenziale che è ben noto all’Antitrust che ha multato il cartello dei produttori per un importo di
12,5 milioni di euro confermato dal Tar.

Ma in generale, pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato di un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante
il quale – sostiene la Coldiretti – i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Si tratta – conclude la Coldiretti – di un forte ostacolo alla ripresa economica in un Paese
dove quasi un euro su quattro si spende per la tavola con gli acquisti di alimentari e bevande che ammontano complessivamente a 215 miliardi di euro all’anno (dei quali 144 a casa e 71 per
mangiare fuori), con l’agroalimentare che svolge peraltro una funzione da traino per l’intero Made in Italy all’estero.

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