Indennizzo per l'astensione anticipata per la lavoratrice autonoma. Negazione

D: Una mia collega al secondo mese sta rischiando di perdere il figlio che ha in grembo per la particolare attività che svolge nel settore dell’imballaggio della nostra azienda. La
collega è assunta con contratto di lavoro autonomo ed ha paura di perdere il posto, ma volevo sapere se può fermarsi dal lavoro in via anticipata e da quando è possibile.
Non esiste una qualche forma di tutela come per le dipendenti?

R: Nel caso che esistano cause di gravosità o pericolosità dell’attività lavorativa, la Direzione provinciale del lavoro può autorizzare l’anticipo dell’astensione
obbligatoria per maternità (al limite anche dal 1° mese di gravidanza). Ci dispiace doverLe dire che mentre le lavoratrici dipendenti hanno diritto in quel periodo alla stessa
indennità prevista per i cinque mesi di astensione obbligatoria, le autonome non hanno, in caso di astensione anticipata, alcuna prestazione economica, nemmeno quando l’astensione sia
stata espressamente disposta dalla Direzione provinciale del lavoro.

La questione era già stata portata all’attenzione della Corte Costituzionale e Le citiamo infatti quanto aveva già disposto a tale riguardo la stessa con le Sentenze n. 181/1993 e
n. 150/1994, dichiarando legittima questa diversità di trattamento: per la stessa «non mancano certo delle differenze tra le lavoratrici subordinate e quelle autonome, non
trovandosi queste ultime sotto la pressione (con effetti anche psicologici) di direttive, di programmi, di orari, di attività obbligatorie e fisse, ma potendo distribuire più
elasticamente tempo e modalità di lavoro, e sopperendo così in qualche misura alle difficoltà derivanti dalla temporanea incapacità fisica a prestare la normale
attività lavorativa».

Leggi Anche
Scrivi un commento