Indagine ISS, chi va in chiesa beve meno alcolici

Indagine ISS, chi va in chiesa beve meno alcolici

Luoghi di frequentazione e passione fanno differenza quando si parla di alcolici. Così, i discotecari e gli amanti di social network sono più amanti di bottiglie, mentre chi si
reca in chiesa risulta meno vulnerabile.

Questi alcuni dei dati emersi dall’Alcohol Prevention Day organizzato dall’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità.

La visione generale non è positiva: i consumatori a rischio sono otto milioni, mentre raggiungono quota 4 milioni i binge drinker, coloro cioè che almeno una volta hanno seguito
la pratica di bere almeno 6 bevande alcoliche in una volta.

In seguito, gli scienziati hanno esaminato in dettaglio la situazione degli adolescenti (11-25 anni).

Così, sono emerse diverse condizioni in grado di favorire il consumo di alcolici dal cinema, agli eventi sportivi, ad alcune manifestazioni culturali.

Tra tutti, il rischio è massimo con la frequentazione di discoteche e di social network. Nel primo caso, l’alcol entra in gioco come rimedio fai-da-te contro inibizioni, paure e mancanza
di socialità. Il momento di aggregazione e compagnia diventa allora momento di bevuta, dove il limite (anche fisiologico) si oltrepassa facilmente.

Nel secondo caso, il problema è la pubblicità. Facebook e compagnia ospitano diversi spot su spiriti in bottiglia. Il giovane rimane on-line diverse ore ed, essendo consumatore
debole (cioè con poco senso critico) subisce il fascino delle bevande alcoliche.

Invece, si è protetti andando in chiesa od in simili luoghi di culto: secondo lo studio ISS, gli adolescenti che li frequentavano avevano massime probabilità di non essere
consumatori.

FONTE: “Alcol e giovani, binomio ad alto rischio”, Ufficio Stampa ISS, 11/04/012

Matteo Clerici

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