Energy drink, per un giovane su sette trucco per vivere al massimo
27 Ottobre 2011
Talmente amanti degli energy drink da non riuscire in concreto a dire basta.
Questo il giudizio sugli adolescenti europei emerso dall’ultimo studio di settore, condotto dalla Mintel, società di ricerche con sede in Gran Bretagna.
Gli studiosi Mintel hanno esaminato il rapporto tra i ragazzi (16-24 anni) e le bevande energetiche, con particolare attenzione alla situazione del Regno Unito.
In base alle indagini, la dipendenza ha come causa-effetto il modo di vivere di quella che viene definita “Generazione Z, ovvero i nati nell’ultima decade del vecchio millennio”.
Per Mintel, i suoi appartenenti agiscono a ritmo accelerato: dallo studio, alla socialità al divertimento, tutto avviene (deve avvenire a gran velocità).
Tuttavia, il corpo umano subisce dei periodi di rallentamento, dovuti al bisogno di sonno e alla presenza di fatica. Ecco allora gli energy drink, che per un giovane su 7 (73%) sono da
consumare con continuità contro tali momenti di fiacchezza.
In generale, riporta la ricerca, i ragazzi si avvicinano all’energy drink poiché attirati dal gusto piacevole. Tuttavia, subentrano presto altri fattori: per alcuni (70%) è una
generica “Spinta energetica”, altri, più specifici, parlano di “Miglioramento delle performance di studio e lavoro”.
Allora, concludono gli studiosi, gli energy drink sono vere e proprie barriere generazionali. Tanto amati dai giovani, sono quasi ignorati dai più maturi: pochi (31%) over 55 ammettono
di trovarli gradevoli.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
SITO della Mintel
Matteo Clerici
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