Incidenti stradali: nuovo sistema raccolta dati in Lombardia

Milano – Nuove modalità di raccolta dati sugli incidenti stradali, più puntualità nella rilevazione, maggiore diffusione, questi gli obiettivi del Protocollo
d’Intesa tra l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), il Ministero dell’Interno – Servizio Polizia Stradale, il Ministero della Difesa – Arma dei Carabinieri -, il Ministero dei Trasporti,
la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’Unione delle Province d’Italia (UPI), l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (ANCI), cui la Regione Lombardia dà esecuzione
con un atto della Giunta regionale, approvato su proposta del presidente Roberto Formigoni e dell’assessore alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale, Massimo Ponzoni.

Il Protocollo d’Intesa firmato il (20 settembre 2007) dalla Conferenza Unificata delle Regioni e Province Autonome Italiane consente alle Regioni aderenti di poter inserire in via sperimentale,
accanto alle rilevazioni ufficiali dell’ISTAT, una serie di richieste informative funzionali all’attività di programmazione e controllo regionale e sub-regionale, prevede e consente di
instaurare collaborazioni fattive con tutti gli enti territoriali, in particolare Province e Comuni, che hanno competenza in tema di incidenti stradali.
Il coordinamento sarà svolto da un apposito Comitato Regionale che vede coinvolte le strutture della Regione che si occupano di Statistica e di Osservatorio e Sicurezza Stradale
dell’assessorato alla Protezione Civile, Prevenzione e Polizia Locale, alle quali spetta il compito di rilevazione dei dati e, a seconda delle rispettive competenze, di garantirne la
qualità e la tempestività.

Il provvedimento della Giunta ipotizza inoltre la creazione di un Sistema Informativo Regionale a rete che monitori costantemente l’incidentalità stradale; inoltre finanzia con 245.000
euro i software regionali e prevede eventuali altri contributi agli enti locali. L’avvio delle rilevazioni statistiche in base alle nuove modalità richiederà circa 18 mesi di
tempo. La sperimentazione durerà tre anni.

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