Incarichi direttivi Magistrati: via libera ai nuovi parametri

«Una vera e propria rivoluzione culturale per gli uffici giudiziari che non potrà che valorizzare attitudini e capacità dei magistrati italiani nell’organizzazione del
lavoro, in un’ottica di efficienza e funzionalità del servizio giustizia, per la prima volta infatti vengono individuati criteri obiettivi di valutazione dell’attitudine a dirigere e
organizzare un ufficio giudiziario».

Il ministro della Giustizia, Luigi Scotti, così saluta la risoluzione del Csm che, d’intesa con il Guardasigilli, oggi ha approvato all’unanimità i parametri per il conferimento
degli incarichi direttivi.

«Dalla capacità di gestire le risorse alle relazioni con gli altri magistrati e con il personale amministrativo, dalla capacità di promuovere e utilizzare le innovazioni
tecnologiche alla valorizzazione delle attitudini organizzative dei collaboratori, i parametri che insieme al Consiglio Superiore abbiamo delineato, alla luce della riforma dell’ordinamento
giudiziario, disegnano una figura moderna di capo dell’ufficio, magistrato che deve avere le competenze scientifiche adeguate ma deve essere in grado – non solo in base alla sua
anzianità di servizio – di gestire l’organizzazione. Un manager del tutto particolare, magistrato, certo, ma anche capace di scegliere soluzioni adeguate per un servizio più
veloce ed efficiente».

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