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In tre milioni alle primarie del Partito Democratico

By Redazione

Roma – Tre milioni e 400 mila, è questo il numero dei partecipanti alle primarie del Partito Democratico del 14 ottobre «Nessuno di noi poteva immaginare un successo di
questo tipo, non era una votazione contro qualcuno ma un atto di responsabilità» ha affermato Walter Veltroni, segretario del neonato Partito Democratico.

«Ora lo scopo e’ sostenere l’azione riformista del governo e di spingere per il risanamento finanziario».

Walter Veltroni e’ segretario del neonato Partito Democratico. A metà dello scrutinio, con il conteggio ultimato in 6.076 seggi su 11.195, il sindaco di Roma ha ottenuto 1.296.466 voti,
pari al 75,63% di consensi. Rosy Bindi raggiunge il 14,04%, Enrico Letta si attesta al 10,14%, la ‘Generazione U’ di Mario Adinolfi allo 0,13% mentre Piergiorgo Gawronsky raccoglie lo
0,06%.
Se la vittoria di Veltroni era scontata, altrettanto non si può dire per l’affluenza alle urne. Nei giorni scorsi da Prodi a Veltroni, dalla Bindi a Letta tutti affermavano che le
primarie sarebbero state un successo se al voto fossero andati un milione, un milione e mezzo di italiani. Certo, un dato tenuto basso forse per scaramanzia o forse per mettere le mani avanti
in caso di affluenza inferiore ai segreti auspici. Alla fine però i votanti sono stati oltre 3 milioni e 400 mila, che dalle 7 di ieri mattina fino alle 22 (i seggi dovevano chiudere
alle 20, ma c’erano molte code e sono rimasti aperti alcuni fin oltre le dieci di sera) si sono messi in fila negli undicimila seggi sparpagliati nei settemila comuni italiani.
‘Sono contento tre milioni di volte’ ha detto Romano Prodi ieri sera quando ormai si delineava il dato dell’alta partecipazione. Questo numero, ha sottolineato, ‘significa tre cose: senza
politica un paese non vive; quando c’e’ da decidere il paese partecipa e risponde’. Infine, ‘e’ un dato che rafforza il governo’. Quindi andiamo avanti e ‘correggiamo e cambiamo dove dobbiamo
correggere’, avendo ben presente che ‘il leader eletto con le primarie e’ diverso dagli altri perché nasce e deve restare al di fuori dei giochi delle correnti’.

«Nessuno di noi poteva immaginare un successo di questo tipo, non era una votazione contro qualcuno ma un atto di responsabilità». Lo ha detto Walter Veltroni allo Speciale
Tg1 dedicato alle primarie del Pd. «Le persone lo hanno fatto con entusiasmo perché evidentemente l’idea di un partito che unisce invece di dividere, che fa una proposta
innovativa, e’ piaciuta ed e’ anche la dimostrazione che il paese e’ un po’ diverso da come viene raccontato. C’e’ voglia di una soluzione razionale non gridata, non fondata sull’odio»,
ha sottolineato. Sull’eventualità che la nascita del Partito democratico possa costituire un’insidia al governo, Veltroni ha detto: «Romano e io siamo tra le persone che più
hanno sperato e sognato questo partito. Lo scopo e’ sostenere l’azione riformista del governo e di spingere per il risanamento finanziario, la ridistribuzione della ricchezza, perché
vogliamo che il governo arrivi alla fine della legislatura. Una miriade di forze sparse e divise penso sarebbe stato peggio per il governo. Tre milioni e 300 mila persone non hanno votato
perché ci fosse un problema per il governo, ma semmai il contrario». Sull’eventualità di una riduzione del numero dei ministri, Veltroni ha detto: «La formazione del
governo spetta solo al presidente del consiglio: se riterrà di ridurre i ministri il Partito democratico sosterrà questa scelta, altrimenti lo sosterremo lo stesso. La nostra e’
una dichiarazione di piena disponibilità. In 8 mesi – ha sottolineato – e’ possibile approvare la riforma costituzionale che permetterebbe la riduzione dei parlamentari, una sola camera
legislativa, la possibilità per il governo di avere tempi certi per l’approvazione delle leggi, sbloccherebbe il paese: e’ solo problema e’ la volontà politica di tutti. Si dia al
paese la possibilità di governare e all’opposizione quella di fare l’opposizione».

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