In Piemonte l'export: cresce del 7,6% rispetto al 2006

Piemonte – Nel periodo gennaio-settembre 2007, le esportazioni piemontesi hanno raggiunto quota 27,2 miliardi di euro, realizzando una variazione tendenziale del 7,6% rispetto allo
stesso periodo del 2006, tale dato è il risultato di un’accelerazione delle vendite all’estero realizzata soprattutto nel III trimestre dell’anno, che ha visto un ottimo incremento del
9,4%.

A livello nazionale, il valore dell’export ha registrato un incremento dell’11,5% rispetto ai primi nove mesi del 2006. La crescita delle esportazioni ha riguardato tutte le ripartizioni
territoriali; l’Italia nord-occidentale realizza uno sviluppo pari a 10,6 punti percentuale, posizionandosi al di sotto della media italiana. Si incrementano le vendite all’estero delle prime
tre regioni esportatrici: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna realizzano variazioni rispettivamente del 11,3%, 9,5% e 12,9%. Tenendo il passo di tali regioni, il Piemonte si conferma la
quarta regione esportatrice, detenendo una quota pari al 10,3% dell’export nazionale.
“Grazie ad un terzo trimestre decisamente positivo, cresciuto di oltre 9 punti percentuale rispetto allo stesso periodo del 2006, le esportazioni delle imprese piemontesi continuano ad
aumentare. Nonostante un contesto valutario di euro forte, l’export piemontese ha registrato performance migliori nei Paesi extra europei rispetto a quelli dell’Ue, segnale di una
capacità competitiva principalmente basata sulla qualità dei prodotti” commenta Massimo Deandreis, direttore di Unioncamere Piemonte.

A livello settoriale, l’incremento dell’export è stato trainato dai comparti dei metalli e prodotti in metallo, macchine e apparecchi meccanici, alimentare e mezzi di trasporto. Nello
specifico, il settore dei metalli si è reso protagonista di una crescita del 20,3%, seguito, in termini di ritmo di sviluppo, dall’ottimo risultato messo a segno dai prodotti alimentari
( 10,2%). Aumentano anche le vendite all’estero del comparto delle macchine e apparecchi meccanici ( 7,6%) e dei mezzi di trasporto ( 3,4%). All’interno dell’automotive, tuttavia, si assiste ad
un trend differente per gli autoveicoli, le cui esportazioni perdono 7 punti percentuale, e per le parti e accessori che, invece, mettono a segno un incremento di quasi 10 punti.
Va segnalata, infine, la lieve flessione delle esportazioni di prodotti del tessile-abbigliamento, che perdono uno 0,3%.
A livello territoriale, il buon risultato realizzato dalle esportazioni piemontesi trae origine dagli incrementi realizzati in quasi tutte le province: Alessandria manifesta lo sviluppo
maggiore, con una crescita delle esportazioni su base annua pari al 16,4%, seguita dal Verbano Cusio Ossola ( 13,7%), Asti ( 13,1%) e Cuneo ( 11,6%). Variazioni positive anche per Vercelli
( 8,1%), Torino ( 6%) e Novara ( 3,4%), mentre Biella, scontando la crisi del settore tessile, perde il 3,9%.
L’analisi dei mercati di sbocco delle merci piemontesi rivela come l’incremento delle esportazioni abbia coinvolto tanto l’export verso i partner dell’Ue 27 ( 6,6%), quanto quello verso l’area
extra-Ue 27 ( 9,9%). Tra i Paesi dell’Unione europea, si segnalano gli incrementi delle vendite dirette in Polonia ( 25,5%) e Germania ( 7,4%), mentre al di fuori dei confini comunitari gli
aumenti maggiori riguardano l’India ( 87,9%) e la Turchia ( 10,4%). In calo, invece, le esportazioni verso Stati Uniti, Cina e Giappone.

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