Immigrati: domani, 1 Febbraio ingressi online per 80mila stagionali

Dalle ore 8,00 di venerdì primo febbraio potranno essere presentate dai datori lavoro le domande di nulla osta per il lavoro stagionale degli 80mila cittadini extacomunitari autorizzati,
esclusivamente con modalità informatiche e soprattutto attraverso la collaborazione delle associazioni di categoria autorizzate.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che il «click day» attraverso il sito web dedicato www.interno.it segue le stesse procedure già adottate per i 170mila
lavoratori extracomunitari.

Si tratta di una procedura informatica con domande di ingresso on line che evitano le lunghe file alle poste del passato, secondo la Coldiretti che lo scorso anno è stata l’associazione
che ha presentato il maggior numero di domande ed è impegnata nelle proprie strutture territoriali a raccogliere le richieste dei datori di lavoro.

La maggioranza dei lavoratori stagionali extracomunitari – sottolinea la Coldiretti – troverà occupazione in agricoltura che insieme al turismo e all’edilizia è il settore con
maggiori maggiore opportunità occupazionali per questi lavoratori sopratutto per le grandi campagne di raccolta delle principali produzioni Made in Italy: dalla frutta alla verdura, dai
fiori al vino fino, ma anche negli allevamenti.

Possono essere assunti per lavori stagionali cittadini non comunitari originari di Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Macedonia, Croazia, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka e Ucraina,
nonché di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria come Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia, Egitto e i cittadini stranieri
non comunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale negli anni 2005, 2006 o 2007.

Rispetto agli anni passati sono aumentate le autorizzazioni di ingresso nelle regioni del mezzogiorno, sulla base della ripartizione territoriale effettuata dal Ministero della
Solidarietà Sociale con la circolare N.2/2008 del 18 gennaio, il maggior numero di autorizzazioni per lavoratori stagionali extracomunitari riguardano – riferisce la Coldiretti –
Campania (9.500), Lazio (7.500), Emilia Romagna (7.000), Veneto (6.500), Puglia (6.500) e Calabria (6.400). A seguire – continua la Coldiretti – Sicilia (6.400), Abruzzo (4.850), Piemonte
(3.600), Lombardia (3.500), Toscana (3.500), Trento (3.000), Marche (1.700), Basilicata (1.250), Bolzano (1.200), Friuli Venezia Giulia (750), Liguria (750), Sardegna (750), Molise (550) e
Valle d’Aosta (100), mentre 5.150 restano disponibili al Ministero per eventuali esigenze territoriali.

Con il 13 per cento di stranieri sul totale dei lavoratori agricoli è nelle campagne dove la presenza di immigrati evidenzia infatti una incidenza tra le più elevate dei diversi
settori economici, secondo il XVI Rapporto Caritas/Migrantes sull’immigrazione al quale ha collaborato la Coldiretti.
Il fatto che siano saliti a 129.004 i rapporti di lavoro in agricoltura identificati negli archivi INPS e riconducibili a soggetti non italiani, dimostra – sottolinea la Coldiretti – la
determinazione della parte più sana ed economicamente attiva dell’imprenditoria agricola a perseguire percorsi di trasparenza e qualità del lavoro adempiendo puntualmente agli
obblighi burocratici ed economici connessi ai rapporti di lavoro dipendente anche se permangono, purtroppo, inquietanti fenomeni malavitosi e di becero sfruttamento della manodopera, che
gettano un’ombra pesante su un settore che ha invece scelto con decisione la strada della regolarità.

I lavoratori stranieri presenti nelle campagne italiane appartengono a 155 diverse nazionalità anche se a trasferirsi in Italia per lavorare in agricoltura – sostiene la Coldiretti –
sono principalmente nell’ordine i polacchi (16 per cento), i rumeni (15 per cento), gli albanesi (11 per cento) e a sorpresa gli indiani (7 per cento) che trovano occupazione soprattutto negli
allevamenti del nord per l’abilità e la cura che garantiscono alle mucche. Sono molti i «distretti agricoli» dove i lavoratori immigrati sono diventati indispensabili come
nel caso della raccolta delle fragole nel Veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell’uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana o del pomodoro in Puglia. Si
tratta di un evidente dimostrazione che – continua la Coldiretti – gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura contribuiscono in modo strutturale e determinante all’economia agricola del
Paese e rappresentano una componente indispensabili per garantire i primati del made in Italy alimentare nel mondo.

In tal senso – conclude la Coldiretti – sono determinanti i percorsi di semplificazione burocratica relativi alle procedure di autorizzazione all’ingresso, tavoli istituzionali permanenti di
confronto, la riduzione dei costi per le imprese, l’efficacia e tempestività dell’azione e del coordinamento amministrativo istituzionale e la certezza di disponibilità di quote
di ingresso come è avvenuto quest’anno.

I LAVORATORI IMMIGRATI STAGIONALI AUTORIZZATI PER REGIONE
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
Campania (9.500)
Lazio (7.500)
Emilia Romagna (7.000)
Veneto (6.500), Puglia (6.500)
Calabria (6.400), Sicilia (6.400)
Abruzzo (4.850)
Piemonte (3.600)
Lombardia (3.500), Toscana (3.500)
Trento (3.000)
Marche (1.700)
Basilicata (1.250)
Bolzano (1.200)
Friuli Venezia Giulia (750), Liguria (750), Sardegna (750)
Molise (550)
Valle d’Aosta (100)
A disposizione Ministero Solidarietà Sociale (5.150)
TOTALE (80.000)

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