Il Senato approva il ddl delega per l'ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico

 

Con 147 voti a favore, 9 contrari e 109 astensioni l’Aula, nella seduta antimeridiana di giovedì 18 dicembre, ha licenziato per la Camera il ddl 847, di “delega al Governo
finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico”, presentato dal Ministro per la pubblica amministrazione e innovazione, Renato Brunetta.

Come riferito il 17 dicembre dal sen. Castro, facente funzioni di relatore, il provvedimento risponde all’esigenza di intervenire sulla produttività del lavoro pubblico, specie
alla luce dei dati che testimoniano che ogni 10 punti di recuperata efficienza del lavoro pubblico vengono generati 2 punti di prodotto interno lordo e che, accrescendo di circa il 20
per cento la produttività del fattore lavoro nel comparto pubblico, si otterrebbe un risparmio di 25 miliardo di euro all’anno. Secondo il sen. Castro la proposta in discussione
«valorizza intensamente e densamente il merito, valorizza intensamente e densamente quella trasparenza che diventa vettore di efficienza e di qualità. È un grande
provvedimento di modernizzazione del nostro Paese ed è quindi un autentico booster di capacità competitiva».

Il testo emerso dall’esame in comitato ristretto pone in particolare come obiettivo la convergenza degli assetti regolativi del lavoro pubblico con quelli del lavoro privato, con
particolare riferimento al sistema delle relazioni sindacali, introducendo strumenti che assicurino una più efficace organizzazione delle procedure concorsuali su base
territoriale. Si prevedono poi mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni che si discostino dagli standard qualitativi ed economici fissati,
prevedendo inoltre il coinvolgimento degli utenti nella valutazione delle amministrazioni; si stabilisce tra l’altro che le amministrazioni predispongano, in via preventiva, gli
obiettivi annuali e si introducono modalità per verificare se gli obiettivi siano stati effettivamente raggiunti. Viene inoltre disposto che la realizzazione di adeguati livelli
di produttività avvenga anche attraverso la ridefinizione dell’ambito di applicazione delle norme in materia di indirizzo politico-amministrativo e che, all’esito
dell’accertamento della responsabilità, al dirigente non sia corrisposto il trattamento economico accessorio, con una limitazione della responsabilità civile dei dirigenti
alle sole ipotesi di dolo e di colpa grave, in merito alla decisione di avviare il procedimento disciplinare nei confronti dei loro dipendenti. Nell’esame in Commissione sono state
infine introdotte anche alcune norme interpretative in materia di vicedirigenza, ulteriori competenze al Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, con particolare riferimento alla
qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche e ai contratti collettivi nel settore pubblico, e nuovi e incisivi poteri di controllo sulle gestioni pubbliche
statali da parte della Corte dei conti.

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