Il Salone degli Inganni: in mostra il Made in Italy tarocco

Il Salone degli Inganni: in mostra il Made in Italy tarocco

Apre oggi al Palazzo Rospigliosi di Roma il “Salone degli Inganni”, sorta di museo dedicato alla contraffazione alimentare ed ai modi fraudolenti di spacciare altro per il Made in Italy.

La mostra, aperta in contemporanea con l’esposizione del rapporto sui Crimini agroalimentari in Italia di Coldiretti-Eurispes, mette in chiaro come i pericoli siano molti.

Ad esempio, prodotti altri spacciati come creazioni nostrane. Come le mozzarelle in cui non viene usato latte nazionale ma un semilavorato estero, circa il 25% del totale consumato in Italia.

O come le cosce di maiale, provenienti da oltreconfine ma vendute come parti di suino italiano, che coprono il 75% del mercato: 63 milioni di cosce estere, contro i 26 milioni di italiane.

Non va meglio se ci si focalizza sul comparto vegetale. Nel solo 2010 le tavole di casa nostra sono state invase da 115 milioni di chili di concentrato di pomodoro: origine dubbia, ma etichetta
che lo identificava come “100% prodotto italiano”.

Ancora peggio quando alla falsificazione commerciale si unisce il rischio per la salute.

Questo il caso dell’olio di semi allungato con clorofilla camuffato come olio extravergine. O del miele di bassa qualità fortificato con lo zucchero, in grado di danneggiare la salute
dei consumatori. O dei diversi prodotti cinesi (biscotti, latte e succhi) che univano una falsa origine italiana a rilevanti livelli di melanina.

Tuttavia, tra le diverse insidie per l’enogastronomia italiana spicca l’italian sounding, prodotti che si richiamano all’Italia (tramite nome e confezione) ma è totalmente estraneo al
sistema di lavorazione nazionale.

Così, la mostra di Roma raccoglie esemplari come il Parma Salami (che viene dal Messico), il vino Chianti (niente Toscana ma Napa Valley, California), il formaggio Queso Mozzarella (USA)
o il Pesto spicy tai, dala Tailandia.

Per quanto sembrino pittoreschi ed improbabili, tali alimenti sono nemici commericali devastanti, in grado di raggiungere un giro d’affari di 60 miliardi di euro all’anno (164mln al giorno),
due volte e mezzo il valore dell’export agroalimentare lecito.Infatti, concludono gli esperti intervenuti, basterebbe la riconquista del 6,5% del mercato controllato dai tarocchi con suono
italiano per riportare in pareggio la bilancia commerciale con l’estero.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento