Il rumore e la città di Achille Colombo Clerici
1 Febbraio 2025
Articolo su QN IL GIORNO del 31 gennaio 2025 sul tema “Il rumore e la città”
A cura di ASSOEDILIZIA informa
Milano, 31 gennaio 2025
Articolo su QN IL GIORNO del 31 gennaio 2025 sul tema “Il rumore e la città”
Di Achille Colombo Clerici
In Italia, secondo stime attendibili, il 40-50% della popolazione italiana è esposto a rumori superiori ai limiti massimi stabiliti dall’ OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità, che sono: 65 decibel di giorno, 55 decibel di notte. La soglia di rischio viene indicata in 85 decibel.
Il principale responsabile è il traffico stradale prevalentemente privato (56%); seguono a grande distanza i trasporti aerei (6%) e quelli ferroviari (5%). Mentre il restante 33% è dovuto alla vita lavorativa e del tempo libero: dal frastuono della fabbrica, ai boati degli strombazzamenti, dai richiami musicali a tutto volume utilizzati dagli esercizi commerciali, al chiasso delle movida selvagge. Dal rombo dei motori di alcune auto e moto autorizzate più o meno ad avere marmitte truccate allo scopo, alle sirene di sicurezza, dal disturbo delle discoteche, a quello dei concerti e delle kermesse all’aperto, passando per i rumori vari degli uffici e del condominio.
Di rumore si muore, e non solo metaforicamente: ma l’uomo moderno sembra occuparsi solo di inquinamento atmosferico e di emissioni carboniche. Per tali motivi Assoedilizia, che proprio ieri ha tenuto il convegno “Il rumore e la città” (link: events.assoedilizia.mi.it), intende promuovere una campagna culturale in controtendenza rispetto a questa grave inerzia del nostro modus vivendi, per sensibilizzare sul tema le Autorità di governo nazionale e locale, a cominciare dal Comune, ma rivolgendosi anche all’EU, alle Regioni, agli Enti locali (ciascuno per la propria sfera di competenza).
E a tal fine intende, in prima battuta, promuovere la presentazione di un “Manifesto anti rumore”, non contro il rumore in sé, ma contro il rumore gratuito, quello ingiustificato, non necessitato dall’attività lavorativa o dal vivere civile.
Occorre, sicuramente, più educazione civica, perché è sempre l’uomo che causa il rumore; e, se l’educazione manca, occorre intensificare controlli e sanzioni da parte della vigilanza comunale. Occorre adeguare le normative europee di omologazione di moto e autoveicoli perché ad essi sono concessi livelli di rumorosità inaccettabili per la vita in ambito urbano. Occorre generalizzare l’uso di asfalto fonoassorbente che, tra l’altro, è più sicuro in caso di pioggia.
Ma è fondamentale, ripeto, sviluppare, magari fin dalla scuola, una cultura antirumore per invertire una tendenza che, non controllata, potrebbe portare a conseguenze intollerabili.
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