Il pomodoro e gli altri. Verdure ricche di iodio per la salute umana

Il pomodoro e gli altri. Verdure ricche di iodio per la salute umana

By Redazione

Verdure potenziate dalla ricerca, capaci di fornire da sola la quantità di iodio necessaria alla salute umana.

Questo l’obiettivo finale di una ricerca in corso della della Scuola superiore Sant’Anna e dell’Università degli Studi di Pisa, diretta dal professor Aldo Pinchera e pubblicata da
“Scientific Reports”.

Gli studiosi capitanati da Pinchera sono partiti da due punti fermi.

Primo, la carenza di iodio è una delle forme di malnutrizione più insidiose, presente anche nei Paesi del primo mondo. Nei casi più estremi, la carenza grave del nutriente
colpisce la tiroide, favorendo diverse malattie, che mirano al sistema nervoso centrale e il metabolismo basale, purtroppo abbastanza comuni.

Secondo, lo iodio è presente in pochi alimenti, e se il pesce è abbastanza comune non si può dire lo stesso per le alghe.

Così, gli scienziati italici hanno preso in esame le verdure più comuni, in cerca di un modo per aumentare le loro dosi di iodio. Lavorando sul loro metabolismo, è
così emerso come le piante assorbano iodio in quantità, ma non riescono a trattenerlo e lo espellono sotto forma di gas metilato, dannoso per l’ambiente. Allora, tramite test ed
esperimenti, gli esperti hanno notato come, se veniva disattivano un gene responsabile dell’espulsione dello iodio, i tessuti vegetali diventavano più ricchi del nutriente. E, come fa
notare Pinchera stesso, le verdure sono e rimangono naturali, non diventando cioè prodotti OGM.

Ad ulteriore sostegno, una passata ricerca dell’Ateneo Pisano, che ha concluso come coltivando ortaggi in terreni ricchi di iodio, la dose del nutriente aumentava. Al momento, il lavoro
è ancora in corso, ma le premesse finali sono positive: gli orti sperimentali dell’ateneo toscano sono già popolati di pomodori arricchiti di iodio, a breve disponibili per il
mercato.

FONTE: Aldo Pinchera et al., “Metabolic engineering of the iodine content in Arabidopsis”, Scientific Reports, Volume 2, Article number 338, DOI
10.1038/srep00338, 27 March 2012

Matteo Clerici

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