Il poker d’assi del Bresciano alla Fiera di Puegnago del Garda: il Groppello (1a parte)
4 Settembre 2010
Puegnago del Garda, 4 settembre 2010
Ecco la prima delle quattro schede delle principali eccellenze del territorio bresciano:
il Groppello
Groppello: l’autoctono rosso della Valtenesi
Prezioso e autoctono, il Groppello… Vale a dire che nasce dalle terre moreniche della Valtenesi, territorio gardesano compreso, sul Garda bresciano, tra Salò e Desenzano. Da verdi
colline che ne hanno fatto un vino eccellente attraverso il lavoro e la cura di generazioni di vignaioli.
“Chi pert la somésa del Gropèl, pert el servèl”, è frase che in italiano suonerebbe “Chi perde la semenza del Groppello, perde il cervello”: un vecchio detto
vernacolare della Valtenesi le cui origini si perdono nel tempo, come quelle del Groppello, tanto prezioso da essere stimato quanto la ragione dell’uomo.
E’ antico, il Groppello, perché il primo a scriverne fu Agostino Gallo, celebre agronomo bresciano che indica nel suo trattato in forma di dialogo, Le venti giornate dell’agricoltura e dei
piaceri della villa, le uve Gropelle Nere Morbide e le Gentili come le migliori atte a produrre vino insieme a varie altre, sia nere che bianche.
Consuetudine tramandata dalla passione dei vignaioli valtenesini, approdata alla DOC nel 1990, per produrre un rosso dalle grandi peculiarità, legate fortemente al territorio che lo genera
e il cui vernacolo gli ha dato il nome: grop significa ‘nodo’, immagine che ben si addice al grappolo di quest’uva, i cui acini si presentano chiusi tra loro e serrati come un nodo. Il passo
successivo è stato quello di includerlo nel disciplinare del 1997, fissandone norme e modalità di produzione. Per tutto questo i produttori di Puegnago e della Valtenesi sono fieri
di offrirlo e condividerlo con i consumatori di tutto il mondo.
“Merito di una Fiera che non è solo vetrina di uno dei migliori prodotti della Valtenesi, ma soprattutto un momento di incontro che dura un anno intero – afferma Adelio Zeni, Sindaco di
Puegnago -. Il nostro è un percorso di crescita culturale che condividiamo con i consumatori e che si basa sulla comunicazione e sulla promozione di un territorio che, nell’entroterra del
lago più grande d’Italia, ha valore per gli scorci incantevoli ma anche per ciò che produce. Il percorso è impegnativo per un piccolo paese come il nostro che conta poco
più di 3000 abitanti, ma ci vede, con grande soddisfazione, protagonisti di frequente anche su TV e carta stampata di spessore. Questo – dettaglia il primo cittadino – perché i
nostri produttori possano trarne concreto beneficio e commerciare più facilmente i frutti delle loro fatiche”.
Le caratteristiche del vino Groppello?
Dalle uve del vitigno omonimo si ricava un rosso gentile e sapido, speziato con note fruttate, vellutato e piacevole, che si accompagna ai primi piatti saporiti, a carni di tutti i tipi e a
formaggi di media stagionatura.
Se invecchiato si ottiene il “Riserva”, prodotto più ricco che sprigiona forti sapori di spezie dolci, corposo, di ottimo spessore dal gusto sempre molto avvolgente. Si abbina a piatti
saporiti di carni rosse, al tipico spiedo bresciano e a molti secondi della cucina regionale lombarda.
Redazione di Newsfood.com con la preziosa collaborazione di Adonella Palladino
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