Il pino dà sollievo dall’acufene
18 Ottobre 2010
L’acufene (o tinnitus) è un disturbo dell’udito: i rumori continui ad esso collegati possono peggiorare notevolmente la qualità dell’udito e dell’udito dei malati. Tuttavia, la
scienza offre un ampio ventaglio di terapie. Ai sistemi tradizionali, come i farmaci o la psicologia, sia affianca così la medicina naturale e l’uso del pino.
Sponsor di quest’ultimo sistema, una ricerca dell’Università di Chieti-Pescara, diretta dal dottor Gianni Belcaro e pubblicata su “Panminerva Medica”.
Il team di Belcaro ha messo sotto indagine le qualità del pino marittimo francese. A tale scopo, sono stati selezionati 82 volontari: persone di età compresa tra i 35 e i 55 anni
con diagnosi di acufene, da lieve a moderata, da un solo orecchio.
Per iniziare, essi sono stati sottoposti ad analisi della pressione sanguigna ed ecografie ad alta risoluzione che hanno mostrato come l’acufene era causato da un limitato apporto di sangue
all’orecchio interno.
Dopodiché, i malati sono stati suddivisi in tre gruppi: gruppo A, gruppo B e gruppo di controllo. Il gruppo A (24 persone) ha ricevuto l’estratto di corteccia di pino nella misura di 150
mg/giorno. Il gruppo B (35 persone) ha ricevuto lo stesso estratto, ma nella misura 100 mg/giorno. Infine, il gruppo di controllo (24 persone) non ha ricevuto nessun estratto. Va poi notato
come nessun malato avesse precedentemente assunto farmaci contro i sintomi dell’acufene.
Terminate le 4 settimane di test, i ricercatori hanno notato come i soggetti del gruppo A avessero ottenuto una maggiore velocità del del flusso sanguigno all’interno dell’orecchio,
fenomeno presente in maniera minore anche nel gruppo B. Nessun cambiamento positivo per il gruppo di controllo. Come spiegano gli esperti, la maggiore velocità del sangue è
positiva perché ad essa segue una riduzione dei sintomi dell’acufene ed un miglioramento dell’udito.
Conclude allora Belcaro: “Lo studio indica chiaramente la capacità [del rimedio] di migliorare la funzione vascolare e il ripristino di perfusione di sangue cocleare, che a sua volta
riduce la gravità dei sintomi degli acufeni”.
FONTE: Grossi M. G., Belcaro G., Cesarone M. R., Dugall M., Hosoi M., Cacchio M., Ippolito E., Bavera P, “Improvement in cochlear flow with
Pycnogenol® in patients with tinnitus: a pilot evaluation”, Panminerva Medica 2010 Giugno;52(2 Suppl 1):63-8
Matteo Clerici
ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.





