Il novello scomparso

Il novello scomparso

By Redazione

 

Marco Melchiotti quanto Novello hai comprato?
Zero casse, quest’anno. Lo scorso due…

Produttori in spolvero…?
I Fratelli Manara di San Floriano ed i Fratelli Begali di Vicenza. Ottimi in tutto…

Malinconie?
Il Chianti. Zero progetto, zero assistenza. Prezzi alle stelle. Da dimenticare…

Marco Melchiotti gestisce il Bar Marconi a Verona. Appassionato di vini é membro dello SNODAR Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto snodar@libero.it

A cura di Gianni “Morgan” Usai

S.N.O.D.A.R.
Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto 

PRESIDENTE PRO-TEMPORE: Arnaldo SEMPREBON

Si narra che, in un tardo meriggio dell’aprile 1320, nel fastoso castello di Marano presso il tempio di S. Maria della Valverde, Federico della Scala, Conte di Valpolicella, alla
presenza dei fedelissimi Cavalieri d’Arme e dei Dignitari più prestigiosi, procedette alla investitura dei primi Cavalieri del Recioto.

Il 7 aprile 1969, riprendendo la tradizione, con un preciso cerimoniale e nello stesso luogo, sono stati investiti i Maestri Equestri del Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico
Recioto mentre il I° Maggio 1969, a Pedemonte, è stata costituita ufficialmente la Contea del Vino, che, come in antico, abbraccia il territorio dei cinque Comuni della
Vallata e cioè quelli di Negrar, Marano, Fumane, S.Pietro Incariano e S.Ambrogio.

La Valpolicella è così tornata alla antica dignità di Contea, mentre il Sovrano e Nobilissimo Ordine dello Antico Recioto è risorto a nuova esistenza.

Motivi di indole storica, che si rifanno alle vicende avvenute durante la Signoria degli Scaligeri, si fondono con diffuse tradizioni popolari, che ancor oggi si tramandano di
generazione in generazione.

Gli storici di tutte le epoche sono concorsi nell’attestazione – documentata anche nei famosi ” Privilegi et Jura ” che il Pigarì curò per le stampe fin dal 1588 – secondo
cui la Valpolicella viene eretta in Contea da Cangrande I° della Scala nel 1313 e infeudata a Federico, già Podestà di Vicenza prima e di Verona poi, valoroso
condottiero d’arme ed esperto giurista.

Federico della Scala è figlio di Alberto detto Piccardo e quindi nipote di quel Bocca fratello di Alberto I°, Signore di Verona e padre di Cangrande.

Il Conte di Valpolicella è assai benvisto presso la Corte Imperiale tanto da ottenere a più riprese ampie concessioni territoriali e diplomi di conferma dei diritti e
privilegi sulle “vicinie” di Valpolicella.

Dopo aver ricevuto, nel 1311 da Arrigo VII°, i primi possedimenti che comprendono il Castello di Marano, le terre di Volargne e la Chiusa sull’Adige, e di Ponton con il suo piccolo
ma attivissimo Porto fluviale, Federico della Scala viene infeudato dell’intera Valpolicella con diploma imperiale del 15 settembre 1311, confermatogli il 31 marzo 1313 a Pisa, dopo che
Arrigo VII° era stato incoronato a Roma.

Il dominio di Federico della Scala sulla Valpolicella dura così dal 1313 al 1325, fino a quando cioè egli cadde in disgrazia del potente Signore di Verona, Cangrande
I°.

Il quale, nel 1325, punisce severamente il Conte di Valpolicella per un tentativo da questi ordito di impadronirsi dell’intera Signoria Scaligera, gli toglie il feudo, lo esilia e gli
rade al suolo il Castello di Marano.

Quello della Contea tuttavia fu un periodo prospero e ordinato per tutta la vallata.

Federico traccia i confini della Valpolicella, stringe numerosi trattati di commercio, di libertà di traffici, di esenzione di dazi e di mutua assistenza d’arme con gli Stati
vicini e con lo stesso Signore di Verona.

E’ sovrano assoluto della Contea e tale continuerà a professarsi fino alla morte, avvenuta a Trento nel 1339, anche se, in effetti, egli più non tornerà in
Valpolicella dopo il bando comminatogli da Cangrande nel 1325.

Queste le origini storiche della Contea i cui ordinamenti amministrativi, giuridici e territoriali dettati da Federico della Scala continueranno a sussistere per secoli, fin oltre il
tramonto degli Scaligeri e rimarranno vigenti e rispettati anche durante il dominio sulla vallata della Serenissima Repubblica di Venezia.

E mail: snodar@libero.it
telefono: 045 / 6862310

 

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