Il killer del mais, ecco la mappa dell’invasione

Il killer del mais, ecco la mappa dell’invasione

Mezza Lombardia invasa dalla diabrotica, il “killer del mais”. Il dato emerge dal Report 2009che i servizi fitosanitari della Regione hanno presentato questa mattina a Codogno, nel Lodigiano,
durante il forum organizzato dalla Coldiretti di Milano e Lodi per fare il punto sull’avanzata del parassita.

Le province più colpite sono Milano (dove si salva solo la zona a nord), Lodi (dove il killer è presente ovunque tranne che in due piccole fasce a nord e a sud del capoluogo),
Brescia (quasi metà del territorio), Bergamo(a macchia di leopardo) e Cremona (dove si salva solo una piccola striscia a sud fra l’Emilia e il Mantovano). In totale sono 777 le
aziendeche hanno subito l’attacco del killer su oltre 42 mila ettari di campi di mais nel territorio di 371 comuni con quasi 12 mila ettari di granturco devastati. Ma in pericolo non c’è
solo il mais. Secondo Marco Boriani, responsabile del servizio fitosanitario del Pirellone: “Il parassita può rappresentare una minaccia anche per zucche, meloni e zucchine colpendone
prima le foglie e poi i frutti”.

Le prime rilevazioni dell’insetto in Lombardia risalgono al 2002nelle zone di Varese e Como. Da allora l’invasione è proseguita a macchia d’olio a una velocitàche (secondo i dati
riportati dall’assessorato all’agricoltura della Provincia di Lodi) va dai 40 e gli 80 chilometri all’anno. Fino ad arrivare, nell’ottobre di quest’anno, a toccare la maggior parte della fascia
centrale e meridionale della Lombardia che, secondo Boriani, è la regione più colpita del nord Italia.

“Purtroppo – commenta Carlo Franciosi, Presidente della Coldiretti di Milano e Lodi – la diabrotica è ormai un inquilino stabile della Pianura Padana e le soluzioniper gestirne la
presenza sono diverse: vanno da una variazione dei tempi di semina all’avvicendamento delle colture, dall’utilizzo di geodisinfestanti al controllo e al monitoraggio per capire quando è
il momento migliore per intervenire. Non esiste una soluzione standard per tutti, ma va studiato caso per caso”. Intanto i conteggi finali su rese, cali di produzione, costi in più per
trattamenti e interventi, sono ancora in corso ed è quindi per adesso difficile fare una stima precisa del danno economico sofferto dalle aziende.

Sul territorio lombardo, secondo i dati del Report 2009 della Regione: a Bresciaci sono oltre 18 mila ettari colpiti con quasi 5.500 ettari di allettamenti (file di mais spianate dal parassita
quasi che fossero state schiacciate da un carro armato), a Cremonasono 13.800 gli ettari infestati e oltre 4 mila quelli spianati, a Lodi su 4.382 ettari colpiti un quarto è stato
devastato, mentre su Milanoe su Monza e la Brianzaci sono 3.407 ettari infestati e 788 ettari spianati. Su Bergamole superfici colpite superano i duemila ettari con 355 ettari di allettamenti.
Nelle altre province, la mappa del parassita killer indica presenza sporadiche e colonie che stanno crescendo in zone sane come a Pavia (68 ettari colpiti), Como(78 ettari colpiti) e
Mantova(140 ettari colpiti di cui un terzo “spianati” dalla diabrotica). Su Varese, Sondrioe Lecco per adesso non sono emersi rilevamenti.

“La diabrotica – ha spiegato al Forum, Francesco Ciancaleoni, dell’Area Ambiente e territorio della Coldiretti nazionale – colpisce una coltura come il mais che ha un peso rilevante anche a
livello internazionale sia per quanto riguarda l’alimentazione animale, quella umana e la produzione di biocarburanti. Speriamo che non provino ad utilizzarla come “Cavallo di Troia” per le
coltivazioni ogm”.

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