Il “dottor” Vino: con le bollicine è più terapeutico
22 Agosto 2013
GUSTO E MISURA: ANCHE LE BOLLICINE HANNO UN VALORE TERAPEUTICO –
L’ultima ricerca scientifica americana sui vari effetti positivi “del” calice di vino a tavola, apre nuovi scenari e confini.
Ricercatori e studi USA sempre all’avanguardia. Hanno ancora una volta ampliato e dettagliato altri effetti positivi sulla vita, comportamento, condizione della salute dell’uomo. Il vino
ha capacità di essere un importante coadiuvante terapeutico, non una medicina ben inteso, in alcune componenti del corpo come fattore “collaborativo” alla salubrità e sanità
della vita e nella prevenzione di alcune logiche manifestazioni degenerative dovute alla età e allo stress della vita.
Gli effetti ossidanti del vino rosso e quelli digestivi dei vini bianchi con le bollicine sono oramai noti da anni, compreso il famoso paradosso che la “popolazione di una regione francese che
beveva vino regolarmente e con continuità, aveva meno casi di infarto all’anno”, scoperto già da alcuni decenni.
Recentemente è stato dimostrato da ricerche universitarie e in studi ospedalieri italiani, canadesi, giapponesi e finlandesi anche una diffusa azione antinfiammatoria e la
possibilità di estrarre in quantità significative dal vino rosso e bianco alcuni polifenoli importanti per la rigenerazione delle cellule soprattutto nel sangue e nell’epitelio
del cuore.
Gli antiossidanti nel vino sono di diversa natura, alcuni sono maggiori nei vini rossi, altri, collegati a aminoacidi, più presenti nei vini bianchi, direttamente collegati al colore
dell’uva. Ecco la novità recente: anche i vini bianchi e soprattutto quelli effervescenti sommano anch’essi delle caratteristiche positive per la quotidiana vita. I polifenoli delle uve
a bacca bianca hanno un effetto soprattutto protettivo, cioè quello di rimandare la perdita di efficienza delle cellule oppure quello di limitare la degenerazione ossidativa di cellule
epiteliali e non presenti in diversi organi del corpo umano a cominciare dalle cellule nervose, umorali, sanguigne e linfatiche.
Il principale valore è quello di proteggere tutto il sistema vascolare e cardiaco, collegato anche ad alcuni componenti classici presenti nel sangue come trigliceridi e colesterolo
buono. Recentemente è stata scoperta la capacità di generare effetti inibitori dei processi infiammatori non mediati , il ruolo di antiaging dovuta all’azione dei radicali
scavenger. I principali costituenti polifenolici attivi e positivi sono l’acido gallico (un fenolo), la malvidina (un antociano), la epicatechina e la quercitina (due flavonoidi).
L’ultima ricerca Americana ha anche dimostrato che il maggiore effetto positivo sull’organismo umano si ha attraverso la sinergia fra azione antiradicale e comportamento redox (anti ossidazione
anti infiammazione) purchè a dosi medio basse e variando più vini, poiché le percentuali dei vari composti variano anche enormemente da un vino ad un altro. La ricerca e
gli studi americani assumono un significato ancora superiore poiché oltre il 65% del vino consumato in USA è importato e si sa quanto l’Istituto Federale della salute sia molto
pignolo e attento. E’ stato provato in più occasioni diverse che all’aumento del consumo di vino non si ha un incremento dei benefici antiossidanti. Su quest’ultimi due aspetti sono
avviate da 10 anni alcune sperimentazioni dirette su pazienti e su persone sane e saranno pubblicate entro il 2015. Uno studio recentissimo in Canada e in Australia ha estratto dal mosto di
vini alcune molecole molto particolari, gli ” stilbenoidi” , oggi particolarmente ricercati e formidabili componenti di creme perché ritardano l’invecchiamento cellulare della pelle
umana: salute unita a bellezza e anche più felicità – annuncia Comolli.
“Le uve a bacca bianca – scrive Giampietro Comolli su http://www.ovse.org – pur contenendo molto meno resveratrolo e tannini che quelle rosse, possiedono alcuni polimeri frazionati che, correlati alla
biodisponibilità e al grado di assimilazione dell’organismo umano, agiscono con intensità superiore sulle cellule in presenza di bassa gradazione alcolica e con acidità
potassica elevata con effetti da coadiuvante delle funzioni proteiche antiossidanti. Grazie a zolfo e manganese (maggiore che in altri vini) i vini con le bollicine regolano le difese
immunitarie nei casi di allergie alimentari e sempre per un maggiore contenuto di zinco agiscono come tranquillante e il potassio in essi contenuto favorisce la corretta contrazione dei muscoli
intestinali, cioè è uno stimolante naturale”.
In acini di uve bianche è stato riscontrato, in ricerche Finlandesi del 2012, un elevato tenore di melatonina e di tirosolo, il primo è un potente regolatore dei ritmi del sonno e
della veglia, ovvero contribuisce a prevenire l’insonnia e i colpi di sonno, oltre ad essere un potente antiossidante. Il tirosolo è un potente antiossidante per le proteine nel sangue
che, insieme ad altri due elementi presenti nell’uva come il potassio e la niacina, agiscono direttamente contro le sostanze responsabili delle infiammazioni (inibiscono le attività
delle citochine), regolano l’eccitazione nervosa, agiscono su artrite reumatoide e osteoporosi e, con l’acido caffeico, rallenta la maturità e la senescenza delle cellule epiteliali del
cervello. Il British Medical Journal ha pubblicato studi, compreso quelli del prof Bertelli, che hanno evidenziato i benefici effetti della quercitina e di acido scichimico, fondamentale per la
sintesi di principi attivi da farmaci come l’oseltamivir, utile contro i virus dell’influenza aviaria. Anche Artur Klatsky, epidemiologo statunitense del Medical Center, dopo 10 anni si
sperimentazione su pazienti, ha scoperto che il vino con le bollicine contiene anche idrossitirisolo che attiva le proteine sirtuine, responsabili del rallentano della vecchiaia delle cellule
del cuore.





