Il Coronavirus non ferma Villa Schinosa

Il Coronavirus non ferma Villa Schinosa

Villa Schinosa, la crisi per il Coronavirus vista da Corrado Capece Minutolo

di Maurizio Ceccaioni

La situazione che stiamo subendo ci fa vivere di ricordi. Come ripensando a Trani, città pugliese che fino al XVI secolo fu un importante porto commerciale dell’Adriatico e oggi è un luogo principalmente a vocazione turistica. I visitatori amano vedere quegli antichi edifici imbiancati a calce, sovrastati dalla Cattedrale romanica a ridosso del porto. Realizzata con la caratteristica roccia sedimentaria detta ‘Pietra di Trani’, costituita da carbonato di calcio ed esportata in tutto il mondo, ha come vicino il Castello Svevo, fatto realizzare dall’imperatore Federico II di Svevia. Costruito tra il 1230 e il 1249, è uno dei circa 200 castelli a lui attribuiti, presenti in gran parte in Puglia ma più in generale nel sud Italia a difesa dalle invasioni dei pirati Saraceni e Barbareschi. Anche se nel raggio di meno di 40 km, ci sono anche quelli splendidi di Castel del Monte e Canosa di Puglia, quello di Trani è particolare, perché fu scelto come residenza principale del figlio di Federico II, Manfredi, che lì si sposò.
Basta spostarsi di 25 km per arrivare al Parco Archeologico della Battaglia di Canne, che durante la Seconda Guerra Punica, nel 216 a.C., vide soccombere le legioni romane guidate dai consoli Lucio Emilio Paolo e Gaio Terenzio Varrone per mano dei Cartaginesi guidati da Annibale.

Entrata Villa Schinosa

Villa Schinosa, azienda cresciuta nella tradizione vitivinicola e olearia pugliese

Trani, come tutta la Puglia, oltre ad essere un’appetibile meta turistica tradizionale, ha qualcosa in più per attrarre gente da tutto il mondo: la gastronomia e i suoi vini. La Puglia è una regione che produce ottimi vini, ma per decenni ha inviato Oltralpe vino da taglio ad alta gradazione alcolica, per poi scoprire che il guadagno non era nel venderlo agli altri, ma nel lavorarlo con nuove tecniche, per migliorarne qualità ed aspetto, rendendolo competitivo sui mercati internazionali. Vini come Moscato, Falanghina, Fiano, Greco, Primitivo, Aglianico o Nero Di Troia. Come quelli prodotti nella cantina di ‘Villa Schinosa’, un’azienda agricola al n. 178 della ‘S.P. Trani Corato’, alle porte di Trani.

Vini lavorati nella cantina realizzata nel 1884 e scavata in parte nella pietra locale, che fa da corredo all’edificio principale e residenza della famiglia, in un’antica Masseria del XIX secolo con in primo piano un porticato ricoperto dalla buganvillea che spunta in fondo a un viale alberato con querce.

La cantina di Villa Schinosa

Tutt’attorno, nei circa 200 ettari della tenuta, ciliegi e mandorli a certificazione biologica sono elementi distintivi dei vasti vigneti, accanto a uliveti secolari di varietà Coratina. Affiancati da impianti intensivi di circa 20 anni, che danno un’alta resa di olio extravergine per ettaro. Da queste piante, dopo una molitura a freddo e filtraggio al naturale, che consentono un’ottima conservazione del prodotto nel tempo, vengono imbottigliati il Fruttato Intenso e il Fruttato Medio, i due olii extravergini di oliva prodotti da Villa Schinosa.

Da un grande uomo, l’eredità di una grande realtà del territorio

L’azienda, fondata e guidata da Ferdinando Capece Minutolo fino alla sua morte a inizio 2019, è oggi diretta dal figlio Corrado, classe 1987, che oltre a curare i rapporti commerciali in Italia, si occupa particolarmente della parte tecnica, la vinificazione e gli imbottigliamenti. Affiancato dalla madre Maria, che cura il commercio con l’estero e segue la partecipazione a fiere ed eventi in tutto il mondo. Ma non solo, perché sono associati al Movimento Turismo del Vino (Mtv). L’associazione no profit nata nel 1993 per fare avvicinare i consumatori al mondo della produzione vinicola anche attraverso la conoscenza della storia e tradizione enologica dei loro territori, conta a livello nazionale su circa mille fra le più prestigiose cantine d’Italia, selezionate prima di tutto in base alla qualità dell’accoglienza enoturistica. In Puglia il Mtv è presieduto da Maria Teresa Basile Varvaglione e raccoglie 70 tra le migliori aziende vinicole regionali.
Villa Schinosa non solo partecipa alle iniziative proposte dal Movimento Turismo del Vino-Puglia, ma organizza anche in autonomia le degustazioni dei vini e olio di loro produzione, con la visita della Cantina e dei vigneti.

Corrado Capece Minutolo e la madre Maria al Vinitaly 2019

Ferdinando Capece Minutolo, grande appassionato di vela e uomo poliedrico, è stato una fonte d’ispirazione per l’azienda Villa Schinosa. Era lui ad occuparsi prevalentemente della parte agricola e, nel tempo, aveva rinnovati i vigneti e lo stabilimento vinicolo con attrezzature enologiche tecnologicamente avanzate.
In cantina vengono vinificate esclusivamente uve selezionate di forte identità provenienti dai loro vitigni, sia autoctoni che meridionali. Tutti vini Puglia Igp come il Moscato di Trani, Fiano, Falanghina, Greco, Uva di Troia, Aglianico e Primitivo, forse quello più identitario di questa regione. Ma anche lo Chardonnay, coltivato a spalliera con cordone speronato, su terreni tufaceo-calcarei, con una densità d’impianto abbastanza elevata, di circa 4500 piante per ettaro.

La crisi per il Coronavirus, vista da Corrado Capece Minutolo

«Questa pandemia sta influenzando fortemente l’economia del Paese e della nostra azienda in particolare, considerando che gran parte del nostro fatturato è rivolto al canale HoReCa. Con ristoranti, sale ricevimenti e alberghi chiusi, anche noi stiamo subendo pesanti conseguenze», ha detto a Newsfood Corrado Capece Minutolo durante un nostro colloquio.
Un settore, quello HoReCa, di vitale importanza per le aziende vitivinicole, specie alla luce di un export in gran parte azzerato. Per questo le principali organizzazioni del settore (Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Unione italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi) hanno denunciato una perdita di almeno il 30% del fatturato, chiedendo in modo unanime al Governo, una rapida ripartenza delle attività, per evitare danni irreversibili.

Villa Schinosa l’ultimo invio di vini in Cina

Nei giorni scorsi l’azienda Villa Schinosa ha dato un piccolo segnale di ripresa, completando l’invio di diecimila bottiglie di loro vini in Cina, per un ordine confermato dal cliente prima della pandemia. «Da quasi dieci anni Lavoriamo con la Unitex di Shangai e, da grandi imprenditori quali sono, hanno rispettato gli accordi presi», precisa Corrado Capece Minutolo. «L’ordine era composto in primis dal nostro “Garbino” Moscato di Trani in versione “secco”: un vino bianco, fermo e aromatico, adatto al pesce, formaggi e cucina speziata. C’erano alcune casse di Aglianico, che definisco il più nobile dei vini del “Meridione” e indicato da molti come il “Barolo del Sud”; ma anche dal “Laghiglione”, un blend riuscitissimo a base di Primitivo e Syrah a cui sono legato sentimentalmente, perché inventato da mio padre qualche anno fa».

Come per altre aziende del settore, questa pandemia ha costretto a molti cambiamenti, specie a livello economico; e, con la chiusura di enoteche e ristoranti, non basta il poco commercio online per chi lo fa, a sostenere i costi di gestione che sono rimasti inalterati. «Tra gennaio e febbraio abbiamo spedito i nostri vini anche a New York, in Polonia, Repubblica Ceca, Inghilterra, Germania e Albania. Ora come, per l’Italia, anche questi mercati sono fermi», ricorda Corrado Capece Minutolo. «In questo periodo ho dovuto prendere decisioni importanti per il nostro futuro, perché anche se il mercato online aiuta, non sostituirà mai il consumo dei ristoranti, che mi auguro abbiano un forte aiuto da parte del nostro Governo per riprendere il lavoro al meglio e in sicurezza».

Cassetta di vini in esposizione

Un problema che ha interessato anche le maestranze che lavorano in azienda. «Il nostro personale in vigna continua a lavorare – precisa il giovane imprenditore –, ma c’è stato un ridimensionamento delle attività che stiamo effettuando in economia, solo con pratiche agronomiche indispensabili. Lo stesso vale per la cantina, e per il personale in esubero abbiamo dovuto fare ricorso alla cassa integrazione».
Per risolvere in parte l’eccedenza di vino rimasta nelle cantine delle migliaia di aziende italiane, Corrado Capece Minutolo propone la distillazione dei vini più scadenti, per la produzione di alcool e per i gel disinfettanti, molto richiesti soprattutto in questo periodo, specie negli ospedali.
«Ma non il Per il vino “buono “ – dice – che non ci resta che berlo e aspettare tempi migliori».

Punto vendita Villa Schinosa

Villa Schinosa non si ferma

«In questi momenti difficili Villa Schinosa non si ferma, e la passata spedizione in Cina di quelle 10 mila bottiglie di vino italiano è stata un augurio di speranza e ripartenza». Poi ricordando il cartellone colorato di ringraziamento realizzato dai bambini del loro cantiniere, che ha accompagnato la spedizione, dice ancora: «Sono per noi tutti, piccoli ma importanti gesti di gratitudine nei riguardi della Cina per l’aiuto ricevuto in questo periodo di emergenze: Thanks China».
Ma, anche se ancora non si vede la fine di questa brutta storia che ha cambiato le nostre vite, con l’ultimo Decreto del Consiglio dei Ministri del 26 aprile scorso, dal 4 maggio 2020 qualcosa comincia a muoversi anche per Villa Schinosa, che ha riaperto al pubblico il suo punto vendita, con orari che vanno dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 18. Il sabato, dalle 9,30 alle 12,30.

info@villaschinosa.it

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