Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena replica nuovamente a Codacons

Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena replica nuovamente a Codacons

Modena – Il Consorzio Aceto Balsamico di Modena ha appreso solo da Internet il contenuto della replica di Codacons alla posizione recentemente espressa in merito a confezioni di aceto
ritenute irregolari, e a sua volta risponde pubblicamente: inutili sono stati infatti i numerosi tentativi di contattare direttamente l’associazione per una aperta e positiva discussione.

Innanzitutto, il Consorzio desidera chiarire a Codacons di non disporre del mandato ministeriale della ‘vigilanza’, e pertanto di non essere giuridicamente autorizzato ad effettuare controlli
sui produttori, che sono invece demandati alle Istituzioni preposte. È tuttavia interesse primario del Consorzio quello di promuovere la osservanza del disciplinare, e contemporaneamente
quello di garantire la promozione e diffusione commerciale del prodotto.

Pertanto le – benché scarse – informazioni rese note da Codacons nell’ultimo comunicato hanno permesso di effettuare ricerche e individuare i prodotti cui probabilmente Codacons si
riferisce. Si tratterebbe di una confezione distribuita sul mercato tedesco, la quale è risultata essere stata sottoposta all’approvazione dell’Organismo di Controllo, ottenendola.

L’azienda produttrice, da noi contattata, afferma che l’ indicazione ‘invecchiato’ è presente appunto sul collarino del prodotto, il quale fa parte della etichettatura come dalle
vigenti previsioni di legge ( D.Lgs. 109/92: Si intende per  etichettatura l’insieme delle menzioni, delle indicazioni, dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini
o dei simboli che si riferiscono al prodotto alimentare e che figurano direttamente sull’imballaggio o su un’etichetta appostavi o sul dispositivo di chiusura o su cartelli, anelli o fascette
legati al prodotto medesimo).

Il prodotto è pertanto stato assoggettato a tutte le verifiche previste dal Piano dei Controlli, ed è perfettamente in regola. Il fatto poi che esistano sull’etichettatura anche i
riferimenti a due diverse certificazioni volontarie di prodotto, entrambe rilasciate da CSQA, vuole unicamente attestare che il prodotto è stato assoggettato – in aggiunta alle verifiche
obbligatorie ed attestate come previsto dalla dicitura “Garantito dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ai sensi dell’art.10 del Reg.(CE) n. 510/06” – ad
ulteriori analisi e verifiche richieste volontariamente dal produttore. Una prassi che vuole aggiungere, se possibile, ulteriori informazioni e garanzie per il consumatore, e non certo
‘danneggiare gli interessi degli utenti finali’ come sostiene Codacons.

In merito alla presenza di simboli grafici sulle etichette dell’Aceto Balsamico di Modena, il nostro Consorzio desidera unicamente rilevare come Codacons non riporti una versione corretta del
testo originale del parere del Comitato scientifico della Commissione europea: in tale testo, veniva sottolineata la esigenza di non confondere il consumatore sull’invecchiamento del prodotto,
cosa che di fatto non avviene con le simbologie contestate da Codacons, e che è nell’interesse sia del Consorzio che delle Istituzioni vigilare e fare osservare.

Lo stesso parere citato, invece, pone grande accento sulle ‘pratiche dubbie’ che pare possano essere generate dal “condizionamento del prodotto al di fuori della zona di
produzione”, e il Comitato scientifico raccomanda di porre fine a questi “abusi, sempre dannosi per i produttori originari”, ciò che il nostro Consorzio ha da sempre accolto come
una grande missione, a favore della IGP e dell’economia Italiana, se si pensa che una grande quantità di prodotto viene esportata sfusa e confezionata all’estero.

Ancora una volta, comunque, sembra curioso rilevare come Codacons si interessi con tanta energia a prodotti non distribuiti in Italia, mentre tralasci di prendere posizione sulla costante, e
scandalosa, presenza sugli scaffali italiani di tanti condimenti che abusano della parola ‘balsamico’ senza averne alcun titolo: prodotti ammiccanti e venduti in bottiglie e bottigline dal look
prezioso, dal costo produttivo risibile rispetto al prezzo richiesto ai consumatori, i quali li acquistano pensando all’Aceto Balsamico di Modena o al più prezioso Aceto Balsamico
Tradizionale (protetto da due DOP), salvo poi accorgersi di aver acquistato un po’ di mosto cotto acetificato con aceto di vino.

Non solo il nostro, ma tutti i Consorzi che rappresentano le due DOP e la IGP da tempo vanno chiedendo chiarezza e prese di posizione su questo problema, e sarebbe interessante che
anche Codacons, già da noi sollecitato in merito, ci facesse conoscere il proprio pensiero.

Leggi Anche
Scrivi un commento