“Il buono del bianco” Sabelli: il progetto che premia la filiera sostenibile
11 Maggio 2024
“Il buono del bianco” Sabelli: il progetto che premia la filiera sostenibile
Con Il buono del bianco, Sabelli introduce un sistema che premia i conferitori del latte in base ai requisiti del disciplinare stilato insieme all’ente di certificazione Agroqualità.
Newsfood.com, 9 maggio 2024
Sabelli ha presentato a Cibus Il buono del bianco, un ampio e virtuoso progetto di valorizzazione della filiera lattiero-casearia italiana all’insegna della sostenibilità ambientale, economica e sociale, in un’ottica di innovazione e miglioramento costante. Con Il buono del bianco, Sabelli introduce un sistema che premia i conferitori del latte in base ai requisiti del disciplinare stilato insieme all’ente di certificazione Agroqualità.
Testo di
Michele Pizzillo
Il progetto “Il buono del bianco” che Sabelli ha presentato l’8 maggio al Cibus, mira alla valorizzazione della filiera lattiero-casearia e, quindi, avvia un circolo eco-virtuoso lungo l’intera filiera, dall’allevamento dei bovini da latte passando per la raccolta, il trasporto e lo stoccaggio. D’altronde ad un progetto ampio e virtuoso di valorizzazione della filiera all’insegna della sostenibilità ambientale, economica e sociale, per “terzo polo” delle mozzarelle – secondo Gambero Rosso che l’anno scorso, nella speciale classifica delle migliori mozzarelle assegnò la medaglia d’oro alla Mozzarella fiordi latte Mastro Archimede – è, come si suol dire, un fiore all’occhiello, visto che Angelo Galeati e Simone Mariani, amministratori delegati dell’azienda, affermano che “Con quest’iniziativa intendiamo portare valore all’intera filiera lattiero-casearia italiana, dando il nostro contributo concreto agli allevatori che, come noi, hanno a cuore il presente e il futuro di quest’importante settore produttivo, alle prese con molte difficoltà dettate dal passaggio generazionale e dalle nuove sfide imposte dalla sostenibilità.

Noi, come azienda, abbiamo deciso di fare la nostra parte e di allearci con gli allevatori che credono nel nostro progetto e condividono la nostra visione. ‘Il buono del bianco’ nasce proprio per condividere con gli allevatori un rapporto di crescita reciproca e per premiarli degli sforzi che stanno affrontando, in un rapporto win-win che ha come ultimo beneficiario il consumatore finale, a cui porteremo prodotti sempre più buoni, in tutti i sensi”.
Secondo alcuni dettagli esposti nel corso dell’incontro che si è svolto a Cibus, con il progetto “Il buono del bianco” il polo caseario che ha sede ad Ascoli Piceno, introduce un sistema di remunerazione dei conferitori del latte basato sul loro livello di implementazione dei requisiti stabiliti dal disciplinare tecnico Filiera Sabelli. Un approccio che premia la qualità, sostenendo gli allevatori che fanno il loro mestiere con abilità, attenzione e passione. La novità del progetto Sabelli sta nel fatto che nel disciplinare tecnico, alle caratteristiche organolettiche e di sicurezza alimentare del latte, vengono affiancati parametri riferiti ad alcuni aspetti innovativi che riguardano la sostenibilità: la valorizzazione del benessere animale, l’impegno per la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica, la rintracciabilità del latte e l’incentivo del ricambio generazionale tra gli allevatori.
Tant’è che Galeati e Mariani aggiungono “Con Il buono del bianco vogliamo andare oltre i requisiti di sicurezza alimentare e di qualità delle materie prime, valorizzando ulteriormente gli allevatori che conferiscono a noi il loro latte, premiando quelli più attenti agli aspetti della sostenibilità ambientale, non solo per quanto riguarda l’uso di fonti energetiche alternative (come il fotovoltaico) ma anche per la tutela del suolo grazie al recupero dei reflui derivanti dall’allevamento da destinare a biogas/biometano. Parimenti vogliamo sostenere gli allevatori sensibili al benessere animale (in particolare alla riduzione dell’uso di antibiotici e all’introduzione di sistemi di condizionamento nelle stalle) e quelli che hanno investito in tecnologie (come robot per la mungitura e l’alimentazione selettiva), così da favorire anche il ricambio tra le generazioni e tutelare non solo la storia delle singole aziende ma anche di un intero territorio”.
Da evidenziare, poi, che con questo progetto Sabelli garantisce un riconoscimento economico agli sforzi attuati dagli allevatori per migliorare il benessere dei bovini da latte e la bio-sicurezza, per rendere sempre più efficienti e digitali gli allevamenti, per raggiungere la completa rintracciabilità del latte e per migliorare l’impatto ambientale, con l’adozione di energie rinnovabili e di pratiche di tutela del suolo. E, poi, le condizioni per poter aderire a questo progetto, partendo dal possesso di precisi requisiti minimi di ingresso che vanno dalla biosicurezza al benessere animale, verificati dal sistema ministeriale ClassyFarm. Inoltre, per poter continuare a far parte del progetto, gli allevamenti devono superare i regolari controlli microbiologici svolti da Sabelli e le verifiche ispettive effettuate da Agroqualità, società di RINA e del Sistema Camerale Italiano specializzata nel settore agroalimentare, in questo caso preposta alla certificazione del disciplinare tecnico Filiera Sabelli. Una scelta, questa, esaltata da Nicola Battuello, executive vice presidente certification di Rina che spiega “I requisiti definiti nel disciplinare tecnico spingono le aziende della filiera lattiero-casearia italiana conferenti all’azienda a un miglioramento continuo dal punto di vista della sostenibilità ambientale, economica e sociale, quindi all’implementazione di tecniche all’avanguardia. Azioni, queste, pienamente in linea anche con la strategia Farm to Fork, il piano della Commissione europea per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente”.
Di tutto questo ne sarebbe stato fiero il Patriarca della famiglia Sabelli, Mastro Archimede che è venuto a mancare nel 2021, a 98 anni di età, poco prima dei festeggiamenti del centenario della fondazione del caseificio – a Fermo e nel 1978 trasferito ad Ascoli Piceno – che ha sempre guardato alla qualità e i risultati sono premianti di questa scelta come dimostrano le 155.000 tonnellata di latte fresco lavorato all’anno, 4 siti produttivi, 8 piattaforme distributive, 500 dipendenti e coltivatori.
Michele Pizzillo
(Michele Pizzillo site:newsfood.com)
SABELLI GROUP
Con 155.000 tonnellate di latte fresco lavorato all’anno, 4 siti produttivi, 8 piattaforme distributive e 500 dipendenti e collaboratori, Sabelli Group è una realtà consolidata nel mercato dei formaggi freschi di qualità e leader di mercato nei segmenti burrata e stracciatella. Fondata nel 1921 e trasferita ad Ascoli Piceno nel 1978, Sabelli Spa ha dato vita a uno dei più importanti poli italiani per la produzione di mozzarella.
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