Il Brasile toglie le imposte sulla vendita del pane

L’inflazione in Brasile continua a salire, trainata soprattutto dagli aumenti dei prodotti alimentari, nell’ultimo mese il prezzo del pane ha registrato un incremento del 7,9 percento, mentre
la farina del 6,8.

Per questo motivo il governo ha deciso di dare vita a due importanti provvedimenti: bloccare la tassa sulle importazioni di grano ed eliminare le imposte sulla vendita del cereale, della farina
e del pane. Il primo intervento è frutto della decisione della Kirchner, la presidentessa argentina, di bloccare l’export del grano. Le importazioni provenienti dall’Argentina
equivalgono, infatti, al 95 percento di tutto il grano che entra in Brasile e lo stop stava così per mettere in crisi il paese. Questo in funzione del fatto che tutti i cereali che
provengono da nazioni che non fanno parte del Mercosur (il Mercato comune dei paesi del Sud dell’America Latina) sono tassate al 9,5 percento, contro lo zero dei paesi che vi aderiscono. Il
provvedimento, che resterà in vigore fino al 31 di agosto, permetterà di far entrare nel paesi circa 2 milione di tonnellate di grano esente da tasse.

Ma nella direzione di combattere l’impennata dei prezzi che sta attraversando il Brasile il governo ha adottato anche un’altra importantissima misura. Fino alla fine dell’anno, sono state
eliminate le imposte sulla vendita di grano, farina e pane. Una decisione che al governo costerà 500 milioni di real (circa 200 milioni di euro) di minore entrate fiscali. Il ministro
delle finanze Brasiliano, Guido Mantega, presentando il provvedimento in conferenza stampa ha dichiarato che questo servirà a «ridurre gli aumenti di prezzo che si verificano
nell’economia brasiliana».

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