Il Codacons minaccia Luca Vecchiato, colpevole di aver difeso le ragioni dei fornai e del libero mercato

Succede il caos a Padova, dove un fantomatico «Consorzio panificatori riuniti» guidato da Gino Federico Sabbadin, ex presidente dell’associazione dei panificatori della provincia,
firma un accordo per abbassare il prezzo del pane «comune».

Con l’intenzione di fare un vero e proprio «cartello» per venderlo a 2,70 euro al chilo. Ma scontrandosi con la fiera opposizione del presidente dell’ Unione regionale veneto, Luca
Vecchiato, contrario a qualsivoglia accordo che possa inquinare la libera concorrenza. E il Codacons minaccia di denunciarlo alla procura della Repubblica.

Tutto nasce da un articolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica. Lì, l’ex presidente Sabbadin parla di questo accordo. Strumentalizzando una notizia uscita sull’Arte bianca, che
parlava delle tensioni e degli incidenti in Pakistan creati dalla popolazione che tentava di accaparrarsi la farina, Sabbadin dichiara di temere che una cosa del genere possa accadere anche da
noi. Per questo ha deciso di stringere un accordo con due associazioni dei consumatori, l’Adusbef e il Codacons. A garantire l’abbassamento del prezzo ci penserà il «Consorzio
panificatori riuniti», nuova creatura partorita dallo stesso Sabbadin una volta uscito dall’associazione di Padova- che aderisce alla Federazione Italiana Panificatori. Il Consorzio
spaccia di rappresentare 50 imprese, fra Padova e provincia, che venderanno il pane comune a 2,70 euro al chilogrammo.
Fra i fornai padovani è il caos. Nessuno vuole che una cosa del genere accada. Il telefono del presidente Vecchiato si fa bollente: tutti gli chiedono di convocare una riunione di
urgenza per affrontare la questione. Chiamano i giornali e nel forno arrivano le televisioni. A tutti, Vecchiato dà la stessa risposta, quella ribadita da anni anche dalla Federazione:
«Siamo contrari a qualsiasi forma di accordo che riguardi i prezzi del pane. Il mercato è libero e tale deve rimanere». Apriti cielo.

Carlo Rienzi, presidente del Codacons, sempre in prima fila a denunciare qualsiasi forma di limitazione della libera concorrenza, monta su tutte le furie. «Siamo pronti a denunciare in
procura chiunque tenti di ostacolare l’accordo e di cancellare gli sconti sul pane, e chiederemo alla magistratura di procedere per violenza e aggiotaggio», dichiara al Mattino di Padova.
I fornai in città, però, sono compatti sulla linea tracciata da Vecchiato.

Alla riunione convocata d’urgenza il 12 marzo la sala è gremita. Ottanta panificatori sono in sala scuri in volto. A presiedere, oltre a Vecchiato, il direttore generale dell’Ascom,
Federico Barbierato, il presidente dell’Ascom padovana, Fernando Zilio, e il presidente della Federazione Italiana Panificatori, Edvino Jerian. Quest’ultimo «volato» in città
per esprimere tutta la solidarietà al collega e far vedere che la Federazione è lì, accanto ai fornai della provincia. Per assurdo, a mancare è buona parte dei
dirigenti dell’associazione provinciale.

I panificatori appoggiano a pieno la linea di Vecchiato e si dicono anche loro contrari a qualsiasi forma di accordo. Inoltre chiedono la convocazione di un’assemblea straordinaria. Motivo:
azzerare tutte le cariche del consiglio direttivo provinciale, anche quella del neoeletto presidente Giovanni Volpato.

Laconico il commento del presidente Jerian al termine della riunione. «Aldilà delle nostre posizioni, assolutamente negative nei confronti di qualsiasi cartello di prezzo, sia esso
al rialzo o al ribasso, ciò che colpisce è la grandissima partecipazione dei panificatori e, per contro, la totale assenza del presidente e di gran parte dei dirigenti del
sindacato padovano. È evidente, quindi, il perché i presenti abbiano chiesto a gran voce un immediato azzeramento delle cariche e un altrettanto rapida assemblea per la nomina di
nuovi dirigenti».

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