ICI, Sindacato e cuneo fiscale

Il segretario della Cgil, Gugliemo Epifani, si dice contrario ad un taglio immediato dell’Ici sulla prima casa, l’imposta più odiata dagli italiani, la priorità, sostiene e’
«il sostegno ai redditi più bassi».

Il 74% degli italiani che possiede una casa dove abita non e’ fatto di soli ricchi: la stragrande maggioranza sono persone di ceto medio o medio-basso che con notevoli sacrifici si e’ comprato
una casa anche perché era, ed e’, impossibile economicamente prenderne una in affitto, grazie alla famigerata legge sull’equo canone (n. 392 del 1978), che fu approvata da maggioranza e
opposizione (esclusi i radicali) e che bloccò il mercato degli affitti favorendo quello delle vendite.

Oggi ne paghiamo ancora le conseguenze. Non pagare una tassa significa aumentare il reddito che può essere speso e rilanciare l’economia. Possibile che il segretario Epifani non capisca?
E che dire del cuneo fiscale, approvato dalla attuale maggioranza in Parlamento, ch e doveva entrare nelle tasche dei lavoratori ed e’ invece finito nella fiscalità generale a fornire
«il sostegno ai redditi piu’ bassi» nel silenzio generale? Con queste dichiarazioni il segretario Epifani ha preso due piccioni con una fava (siamo nel periodo giusto): e’
impopolare e antipopolare. Il massimo.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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