Libera professione sanitaria: FIALS Lombardia chiede regole stabili e la fine dei vincoli del passato
29 Maggio 2026
La discussione sulla libera professione sanitaria torna al centro del dibattito lombardo. Nel corso dell’audizione dedicata al Progetto di Legge n. 6 presso la III Commissione Consiliare di Regione Lombardia, FIALS Lombardia ha espresso una valutazione positiva dell’impianto del provvedimento, chiedendo però un ulteriore passo avanti per costruire un sistema normativo stabile, omogeneo e realmente adeguato all’evoluzione delle professioni sanitarie.
Il tema non riguarda soltanto gli operatori interessati, ma investe una questione più ampia: il futuro del sistema sanitario regionale e nazionale, alle prese con una crescente carenza di personale, con l’espansione dell’assistenza territoriale e domiciliare e con una domanda di salute sempre più complessa.
Una sanità diversa rispetto a vent’anni fa
Negli ultimi anni il Servizio sanitario ha attraversato cambiamenti profondi. L’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle patologie croniche, la necessità di rafforzare l’assistenza domiciliare e le lezioni lasciate dalla pandemia hanno modificato radicalmente il ruolo delle professioni sanitarie.
In questo scenario, secondo FIALS Lombardia, appare sempre meno coerente mantenere vincoli normativi concepiti in una fase storica molto diversa, quando il sistema sanitario era quasi esclusivamente centrato sull’ospedale e meno orientato alla presa in carico territoriale.
«La sanità lombarda e quella nazionale stanno attraversando una fase di profonda trasformazione – dichiara Roberto Gentile, Segretario Regionale di FIALS Lombardia –. In questo scenario diventa indispensabile valorizzare pienamente le competenze dei professionisti sanitari, offrendo loro strumenti normativi adeguati ai bisogni di oggi e non più ancorati a modelli organizzativi concepiti decenni fa».

Il nodo del vincolo di esclusività
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati dal sindacato riguarda il cosiddetto vincolo di esclusività che interessa il personale dipendente del comparto sanità.
Secondo FIALS Lombardia, le deroghe introdotte negli ultimi anni hanno dimostrato che è possibile conciliare il lavoro svolto all’interno delle strutture pubbliche con attività libero-professionali adeguatamente regolamentate, senza compromettere la qualità del servizio erogato ai cittadini.
La pandemia da Covid-19 ha rappresentato, sotto questo profilo, un banco di prova significativo. Le misure straordinarie adottate durante l’emergenza hanno evidenziato come una maggiore flessibilità organizzativa possa convivere con il mantenimento degli standard assistenziali richiesti dal servizio pubblico.
«L’esperienza maturata durante gli anni dell’emergenza Covid ha dimostrato che è possibile conciliare il servizio pubblico con forme regolamentate di attività libero-professionale – sottolinea Gentile –. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di superare definitivamente il carattere eccezionale delle deroghe introdotte negli ultimi anni e costruire una disciplina strutturale, trasparente e uniforme».
Attrarre professionisti e contrastare la carenza di personale
La questione assume una rilevanza particolare in un momento in cui molte aziende sanitarie faticano a reperire infermieri, tecnici sanitari, fisioterapisti e altre figure professionali indispensabili per il funzionamento dei servizi.
Secondo numerose analisi nazionali, la difficoltà nel reperire personale rappresenta oggi una delle principali criticità del sistema sanitario italiano. Le condizioni economiche, i carichi di lavoro e le opportunità professionali offerte da altri Paesi europei contribuiscono ad alimentare il fenomeno.
Per FIALS Lombardia, una disciplina moderna della libera professione potrebbe rappresentare anche uno strumento di attrattività, capace di rendere più competitivo il sistema sanitario regionale e di valorizzare competenze spesso sottoutilizzate.
Regole uguali per tutte le aziende sanitarie
Nel corso dell’audizione, il sindacato ha inoltre evidenziato la necessità di evitare interpretazioni difformi tra le diverse aziende sanitarie lombarde.
L’obiettivo è costruire un quadro normativo caratterizzato da criteri applicativi omogenei, procedure autorizzative più semplici, adeguate coperture assicurative e previdenziali e piena tutela dei lavoratori.
Particolare attenzione è stata posta anche alla necessità di garantire un corretto equilibrio tra attività istituzionale e attività libero-professionale, evitando disparità di trattamento e possibili situazioni discriminatorie.
Una scelta che riguarda il futuro della sanità lombarda
Per FIALS Lombardia il tema non può essere ridotto a una semplice rivendicazione sindacale. La valorizzazione delle professioni sanitarie viene infatti considerata un elemento strategico per rafforzare l’intero sistema sanitario regionale.
«Valorizzare le professioni sanitarie non significa soltanto riconoscere un diritto ai lavoratori – conclude Gentile –. Significa rafforzare la capacità del sistema sanitario di attrarre nuove risorse, contrastare la carenza di personale e migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini. È una scelta che guarda al futuro della sanità lombarda».
L’iter del progetto di legge proseguirà nelle prossime settimane nelle sedi istituzionali regionali. FIALS Lombardia ha confermato la propria disponibilità al confronto con Regione Lombardia e con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo dichiarato di arrivare a una normativa capace di rispondere alle esigenze della sanità del presente e non più a quelle del passato.





