Infermieri, Garavaglia propone il “liceo abilitante”. FIALS: “La formazione non si tocca”

Infermieri, Garavaglia propone il “liceo abilitante”. FIALS: “La formazione non si tocca”

By MM

Una proposta che riaccende il dibattito

Le dichiarazioni del Senatore Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, hanno riaperto la discussione sul futuro della formazione infermieristica.

Secondo Garavaglia, il percorso accademico sarebbe “troppo lungo” e dovrebbe essere sostituito da un liceo professionalizzante abilitante, così da permettere un ingresso più rapido nei reparti e ridurre il ricorso a personale straniero.

La situazione attuale: dati e criticità

La proposta arriva in un contesto già critico. Secondo la FNOPI, in Italia ci sono 461.313 infermieri iscritti, con un’età media di 46,5 anni. Nel Servizio Sanitario Nazionale ne lavorano 302.841, ma tra il 2020 e il 2022 se ne sono perse oltre 16.000 unità.

Il rapporto infermieri-popolazione è di 6,5 ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 8,4. Ogni anno circa 10.000 professionisti lasciano la professione per pensionamento o abbandono.

FIALS Milano: “Il problema non è l’università, ma il lavoro”

 

La FIALS Milano Area Metropolitana contesta la proposta. Per il sindacato, abbreviare i percorsi formativi non risolve la carenza.

«La difficoltà non è formare infermieri, ma farli restare nei reparti – spiega Vincenzo Chianese, Vice Segretario Generale FIALS Milano –. Turni pesanti, organici ridotti, responsabilità enormi. Se riduciamo la formazione, riduciamo la preparazione. E quando cala la preparazione, aumenta il rischio. Non è una questione accademica, ma di sicurezza dei cittadini».

Le condizioni nei reparti e la crisi del sistema

FIALS sottolinea che molti infermieri lasciano il lavoro non per la durata degli studi, ma per condizioni professionali insostenibili. Reparti sovraccarichi, mancanza di sostegno, stipendi fermi e carichi di responsabilità sproporzionati spingono fuori dal sistema sanitario migliaia di operatori qualificati.

Le risorse previste dalla Legge di Bilancio 2026

La bozza della Legge di Bilancio 2026 prevede un aumento del Fondo Sanitario Nazionale fino a 142,9 miliardi di euro e un piano straordinario di 7.000 assunzioni tra medici e infermieri. Sono previsti anche aumenti retributivi fino a 1.630 euro lordi annui per il personale infermieristico.

Per FIALS, tuttavia, le misure economiche non bastano. «Il problema non è convincere i giovani a entrare nella professione – aggiunge Chianese – ma consentire loro di restarci senza logorarsi. Se rendiamo l’accesso più facile ma lasciamo il lavoro insostenibile, non abbiamo risolto nulla».

La posizione del sindacato: “La formazione è sicurezza”

La valutazione finale di FIALS è netta: la formazione non si tocca.

«Il livello delle competenze – afferma Chianese – tutela chi cura e chi è curato. Le scorciatoie non risolvono la crisi, la amplificano».

Ridurre la durata dei corsi può sembrare una soluzione rapida, ma equivale a costruire una casa togliendo le fondamenta. Si risparmia tempo, ma si compromette la stabilità.

Una crisi che parte dal valore del lavoro

Per il sindacato, la vera emergenza non è quantitativa ma culturale. Serve restituire valore e dignità al ruolo dell’infermiere, offrendo condizioni sostenibili e percorsi di crescita, non percorsi ridotti.

L’obiettivo, conclude FIALS, deve essere quello di mantenere alta la qualità della formazione e migliorare le condizioni nei reparti. Solo così sarà possibile rendere la professione attrattiva e garantire sicurezza ai cittadini.

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