I falchi e la falconeria a Morsasco (AL)

I falchi e la falconeria a Morsasco (AL)

Domenica 18 settembre il borgo di Morsasco (AL) è animato dalla presenza dei Cavalieri Alati: l’aquila, i falchi pellegrini, i Sacri, gli astori, i gufi, i barbagianni, ecc.

Tutti quanti andranno alla benedizione durante la Santa Messa celebrata nella chiesa parrocchiale di San Bartolomeo da Don Luis.

Domenica sarà una giornata di festa dedicata a questi nobili uccelli che, nella tradizione, hanno assunto il simbolo di ciò che è nobile, di ciò che ti fa volare in
alto. La passione, l’ammirazione di cui sono stati fatti oggetto, per secoli, nasce dall’aver riconosciuto nei rapaci i valori spirituali di chi nel potere non vedeva solo uno strumento di
comando e di oppressione ma bensì l’esercizio di un’arte regale, di difficile apprendimento esattamente come è impegnativo costruire un’esistenza degna di essere vissuta.

Quest’anno l’evento della Falconeria è una festa rivolta a far conoscere quest’antica arte. Dopo la messa seguirà il corteo con tamburini,
chiarine del gruppo Lj Ruset di Pavane Canavese e i falconieri di Falconeria Maestra.

Alle 15.00, presso il parcheggio di Villa Delfini, si terrà l’esibizione del Maestro F. Piazza del Castello di Morsasco con i suoi cavalieri alati.

Per chi fosse interessato a conoscere più approfonditamente i falchi e la falconeria potrà ritornare al castello per la visita alla mostra e al castello.

L’esibizione è libera e gratuita, l’ingresso al castello è a pagamento (10,00€) e su prenotazione 3343769833.

L’evento è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

Il castello di Morsasco, a pochi chilometri dalla cittadina termale di Acqui Terme, viene citato per la prima volta nel XIII secolo; in origine dei Del
Bosco, passò ai Malaspina. Vide molti lavori nel XVI secolo al tempo in cui il feudatario era il Conte trentino Giovan Battista Lodron diplomatico e uomo d’armi dell’Imperatore Carlo V.
Le cronache del tempo lo descrivono come uomo molto capace e valente che morirà nell’assedio di Casale Monferrato all’età di 76 anni. Il feudo passerà, poi, ai Marchesi
Centurione Scotto che, nel Settecento, amplieranno l’antico castello feudale e costruiranno la nota sala per il gioco della Pallacorda. Il castello oggi apre alle visite consentendo al
visitatore di visitare il piano nobile ma anche i locali più rustici quali i granai, le cantine con le spettacolari grandi botti e i sotterranei.

Breve storia sulla falconeria

Le origini della falconeria si perdono in un tempo remoto: non è possibile stabilire se siano stati i Cinesi (attestazioni del II° millennio a. C.), i Mongoli o le popolazioni arabe
ad aver avviato la pratica.

In Europa, la Falconeria arriva, probabilmente, al seguito delle invasioni delle popolazioni provenienti dall’Est: Sciti, Sarmati, Unni. Quest’ultimi praticavano sicuramente la caccia con il
falco contribuendo alla veloce diffusione della falconeria, che per un Millennio, diviene una passione che coinvolge tutte le classi sociali.

All’imperatore Federico II si deve la definitiva consacrazione della falconeria come pratica regale: il suo “De arte venandi cum avibus”, frutto della profonda conoscenza dei più antichi
trattati arabi, è il baricentro della conoscenza e dello sviluppo di questa pratica. Federico si concentra sullo studio dell’addestramento e sulla caccia con il falco: il suo attento
spirito di osservazione e la sua grandissima passione lo portano a scrivere un vero e proprio trattato di ornitologia. Lo studio federiciano rimane, ancora oggi, la base di conoscenza per
praticare la falconeria.

Il falco, nella corte medioevale, è ben presto simbolo di potere e ricchezza; attraverso di lui l’arte regale del signore si esercita: l’aquila spetta all’imperatore, il girfalco al re,
un particolare pellegrino al principe, il tipico pellegrino al conte, il falco sacro al cavaliere, lo smeriglio alla dama, ecc. Anche le classi sociali inferiori hanno il loro rapace: l’astore
ai poveri, lo sparviero al prete. Alle funzioni di corte ci si presenta con il falco in pugno segno distintivo della propria nobiltà.

Carico di simbologia il falco svolge anche una funzione politica: i trattati sono firmati con la presenza di una delegazione di falconieri. Celebre è l’episodio del monarca francese
Filippo Augusto che chiese e ottenne la sospensione della battaglia di Tolemaide, durante le crociate, perché il suo girfalco preferito si era andato a posare su un baluardo dei nemici
islamici.

I Cavalieri di San Giovanni donarono un girfalco all’imperatore Carlo V per avergli concesso l’Isola di Malta, Gozo e la base di Tripoli dopo la disfatta di Rodi.

I falchi sono oggetto di doni ambitissimi anche durante il Rinascimento: nel Cinquecento i Gonzaga, signori di Mantova e di Monferrato, sono i migliori addestratori e allevatori d’Europa e
ricevere un loro falco è considerato, dai regnanti, il più bel dono che si possa ricevere.

La passione per la falconeria in Europa si affievolisce notevolmente fino alla quasi estinzione con l’avvento delle armi da fuoco. Oggi l’antica arte, nel mondo occidentale, torna a fare
capolino e essere riscoperta come una grande arte di vita che non di caccia.


Fabrizio Piazza Maestro Falconiere del Castello di Morsasco

Fabrizio Piazza Maestro Falconiere del Castello di Morsasco, dell’Alta Scuola di Falconeria, del Gruppo storico degli Struccieri, Presidente del Circolo Falconeria Maestra

Cultore di questa antica arte che oggi vede l’utilizzo in campo venatorio, comunitario, delle tradizioni e dello spettacolo, pratica lo “stile italiano di Falconeria” detto “alla Coppaloni”.

Fabrizio Piazza ha studiato e praticato la Falconeria in quei posti dove un tempo i nobili arabi e normanni ammaestravano, addestravano e allevavano potenti astori e falconi, unendo
l’insegnamento antico con il moderno. Falconiere da più di venti anni, collabora al recupero dei rapaci feriti e non, ha studiato e seguito per anni, in Sicilia, la vita e le abitudini
di molte specie di rapaci sia diurni che notturni, collabora con alcuni Centri Recupero Rapaci. Dal 2003 studia la vita e la riproduzione del Falco pellegrino nel Comune di Luino (Va) e il suo
impatto biologico, insieme all’Astore e allo Sparviero, nella diminuzione dei piccioni e il controllo delle malattie trasmesse dagli stessi. Dal 2002 viene invitato a partecipare a varie
giornate medievali dove per l’occasione fa esibire in volo i suoi collaboratori alati: i falchi sacri, i falchi pellegrini, il Gheppio, l’Aquila reale, il Gufo reale, il Barbagianni e Neve il
Gufo delle nevi.

Tiene regolarmente corsi di Falconeria.

www.castelliaperti.it
www.castellipiemontesi.it
www.tefnet.it 

Redazione Newsfood.com+WebTv

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