I costi soffocano le imprese agricole

I costi soffocano le imprese agricole

La Cia conferma la mobilitazione sull’intero territorio nazionale. Il presidente Giuseppe Politi: il governo ci dia risposte pronte e valide. Sono indispensabili interventi straordinari e
concreti a sostegno degli agricoltori. Poco e nulla dai sei decreti anticrisi. L’agricoltura è l’unico settore che subisce un aggravio fiscale e contributivo dalla
finanziaria per il 2010.

I costi per le imprese agricole sono ormai alle stelle. Tra mezzi di produzione (concimi, mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio), oneri contributivi e burocratici, siamo in presenza di un
peso sempre più insostenibile per gli agricoltori che, oltre a perdere competitività sui mercati, vedono ridurre in maniera drastica i propri redditi. Negli ultimi dieci anni, dal
1999 al 2008, abbiamo assistito ad aumenti che superano abbondantemente il 300 per cento. Una trend che si è confermato anche nel primo semestre del 2009. Da parte del governo solo
promesse, ma niente misure concrete per ridurre questi costi. Sia i sei decreti anticrisi, varati nei mesi scorsi, che la finanziaria per il 2010 trascurano i problemi molto complessi del
settore. A lanciare il nuovo grido d’allarme è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che rinnova l’invito ad adottare immediati e straordinari interventi, confermando lo stato di
mobilitazione sull’intero territorio nazionale.

“L’agricoltura – ha rimarcato il presidente della Cia Giuseppe Politi – è il solo settore che, con la manovra economica per il prossimo anno, subisce un aggravio fiscale e contributivo.
Vengono, infatti, cancellate le agevolazioni previdenziali per le imprese agricole che operano nelle aree svantaggiate. E questo comporta un onere aggiuntivo per gli agricoltori di circa 200
milioni l’anno. Vengono, inoltre, tagliate le agevolazioni fiscali sulle accise del gasolio per le coltivazioni sotto serra, per l’acquisto e la rivalutazione dei terreni agricoli, con un onere
di oltre 150 milioni l’anno”.

“A questo si aggiunge – ha sottolineato Politi – il mancato finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Un problema che ha costretto molti produttori
agricoli a costi assicurativi elevati ed altri a non sottoscrivere alcuna polizza. E le conseguenze sono facilmente immaginabili. Per questa ragione chiediamo al governo risposte “pronte e
valide”.

Attualmente i costi produttivi incidono nella gestione aziendale agricola, in media, tra il 60 e l’85 per cento. Solo nello scorso anno l’incremento è stato del 10,6 per cento. E per
quest’anno si prevede una crescita tra il 9 e l’11 per cento. Non solo. A questi incrementi, che negli ultimi anni hanno frenato l’attività imprenditoriale con un
crescendo impressionante, si sono aggiunti anche gli oneri previdenziali (in poco meno di due anni sono cresciuti del 25,7 per cento) e quelli di carattere burocratico. Oneri pesanti che si
traducono in forte ostacolo alla crescita economica delle imprese, con incidenza negativa notevole sull’occupazione e la competitività.

“Per questa ragione nella piattaforma della nostra mobilitazione – ha rimarcato il presidente della Cia – abbiamo sottolineato alcune precise priorità. Fra queste, la fiscalizzazione degli
oneri nelle zone svantaggiate e montane, con l’allargamento delle agevolazioni ai settori in crisi; l’estensione a tutte le attività agricole e zootecniche
dell’accisa zero per il gasolio e la riduzione al 4 per cento dell’aliquota Iva sui carburanti utilizzati nelle attività agricole a tutto il 2010; il finanziamento del Fondo di
solidarietà per calamità naturali; la riduzione del 50 per cento delle aliquote Iva relative all’acquisto dei beni e servizi necessari allo svolgimento dell’attività agricola
e la fissazione al 4 per cento dell’Iva sulle nuove strutture realizzate nell’ambito del Piani di sviluppo rurale; l’aumento della dotazione finanziaria per il credito d’imposta per
l’imprenditoria giovane”.

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