Guida Flos Olei, il miglior extravergine è made in Italy
11 Dicembre 2012
L’olio extravergine è una realtà mondiale, con vari Paesi capaci di prodotti di livello. Detto questo, l’Italia è e rimane protagonista indiscussa.
Questo il dato generale di Flos Olei, guida dell’olivicoltura e della produzione d’olio stilata da Marco Oreggia e Laura Martinelli.
Un’opera massiccia e completa: 45 Paesi, 488 aziende produttrici, 700 etichette. Tra le sua pagine trovano spazio i veterani come Italia e Spagna e le nuove leve come Yemen o Namibia. Per ogni
Stato, una struttura che indica storia, produzione e caratteristiche.
Rispetto al passato, l’edizione 2012 conferma l’anima internazionale della pubblicazione, ma con alcune novità, di forma e di sostanza.
Tra le prime, il tema dell’eco sostenibilità, concretizzato tramite sei categorie di concorso diverso. Tra le seconde, le applicazioni (World, Europe, Italy e The Best 20) per
iPhone-iPad.
Detto questo, il vero cuore della guida è il ritorno in grande stile dell’extravergine nostrano.
Per cominciare, il titolo di Miglior Olio Extravergine dell’Anno va in Puglia, all’Azienda Agricola De Carlo.
A seguire, la riconferma, di aziende di successo nel passato: Franci (Toscana), Quattrociocchi (Lazio), Cetrone (Lazio), Bonamini (Veneto), Pruneti (Toscana), Viola (Umbria); ma anche a
realtà emergenti come la Società Agricola Consortile Olio Cru (Trentino-Alto Adige), Monterisi (Puglia), Minervini (Puglia), Comincioli (Lombardia), San Cassiano (Veneto),
Forcella (Abruzzo) e Madonna dell’Olivo (Campania).
A tentare di rompere il dominio del Belpaese, stranieri come l’Azienda Pagos de Familia Marqués de Griñon, spagnola vincitrice del titolo di Azienda dell’Anno, detenuto in
coabitazione con le connazionali Potosi 10 ed Aceites La Maja (Navarra). Dalla Nuova Zelanda, ecco Rangihoua Estate, vincitrice di Azienda di Frontiera. Infine, in Croazia si trova Tonin,
premiata per il Miglior Blended Fruttato Medio.
Non mancano neanche i lati oscuri del settore, con la premiazione di Tom Mueller e del suo “Extra Virginity”. Il volume, la cui uscita ha provocato scandalo e polemiche, descrive in maniera
ampia ed attuale frodi e contraffazioni dell’olivicoltura.
Matteo Clerici





