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Grappa Barile, sogni e Amarcord di due alambicchi in panchina

Grappa Barile, sogni e Amarcord di due alambicchi in panchina

By Giuseppe

Stillo e Stilla,  sogni e Amarcord di due alambicchi storici in panchina, nella Distilleria Artigianale di Gino Barile, il Re della Grappa

Domenica 4 dicembre, l’ultima delle ultime, Festa della Grappa Barile. Gino, Mastro Distillatore, a novanta anni ha deciso di appendere gli alambicchi al chiodo…  ma gli alambicchi stanno a sognare

Nota del Direttore
Sabato scorso ho incontrato Gino Barile che, tra un impegno e l’altro per l’allestimento e i preparativi della ultima Festa della Grappa Barile, mi ha raccontato la sua incredibile storia. Mentre stavo a rimirare l’imponenza della bocca del forno, inattivo da qualche anno, ho avuto modo di ascoltare la conversazione tra i due alambicchi a bagnomaria che troneggiano proprio sopra al grande forno a legna.
Giuseppe Danielli

 

Silvano d’Orba, 26 novembre 2022                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   

Stillo:-“Ciao Stilla anche quest’anno, il prossimo 4 dicembre, ci sarà la festa qui in distilleria; sarà la 26ma, l’ultima. Ma sarà veramente l’ultima?
E’ da qualche edizione che Gino vista l’età, per ognuna ha detto che era l’ultima ed invece ha sempre trovato la forza e il coraggio di fare una nuova Festa della Grappa Barile.”

Stilla:-“Sì, è vero ma penso che stavolta sarà veramente l’ultima delle ultime Festa della Grappa Barile.
Resterà la grappa, resteranno gli amici e gli estimatori di questo nettare che ogni anno affinerà e migliorerà le sue già eccellenti qualità. Gino e la sua Nuccia  continueranno ad allevare e raccontare la loro Grappa ma non è solo finito il tempo delle feste e dei premi ma, purtroppo, è finito anche il tempo dei lavori in distilleria. Dal 2019 le vinacce fresche di dolcetto non arrivano più  qui a Silvano d’Orba, chiamato il Borgo della Grappa per che un tempo vi erano ben cinque distillerie”

Stillo:-“Il grande forno ultracentenario a legna non è più stato acceso da quando Gino non ha più l’aiuto di Antonio e nemmeno  l’agilità e la salute che gli permettevano di passare 40 giorni in periodo di vendemmia – impegno 24 ore su 24, salvo il tempo per mangiare in piedi e qualche ora di sonno-, su e giù per le scale di legno a gestire il forno, a caricare e scaricare di vinaccia fresca noi alambicchi speciali, a curare con meticolosa capacità le varie fasi di produzione e preparare il distillato per l’invecchiamento.”

Stilla:-“Hai detto bene, siamo alambicchi speciali che con l’esperienza di tanti decenni, potremmo raccontare molte storie di grappe e di grappaioli, fin dai tempi di Napoleone. Ti ricordi i tempi passati quando lavoravamo sempre per produrre un distillato che “bruciava le budella” ? Erano tempi in cui la parola d’ordine era Quantità, e la grappa era ancora considerata un prodotto dozzinale da bettola.”

Stillo:-“Già, obiettivo QUALITA’ è arrivato con Gino Barile e Antonio Bormida. Con loro abbiamo prodotto gran capolavori, distillati di vinaccia e di passione che oggi sono conosciuti  e apprezzati da tutti gli amanti della buona grappa, in tutto il mondo.”

Stilla:-“Pensa che bello sarebbe se il grande forno potesse risvegliarsi come un piccolo vulcano e il suo calore ci facesse piangere nuove lacrime di gioia cariche di aromi e profumi delle vinacce fresche di Dolcetto Ovadese…” ; che bello sarebbe poter rivedere Gino con la sua tuta color rosso vinaccia ardente, ancora qui con noi …

Stillo:-“ Il tuo è un bel sogno ma non credi di essere un po’ troppo egoista? Gino è oggi un arzillo novantenne ed è giusto che sia arrivato il momento di riallentare la sua folle corsa. Ha fatto tanto per se e per gli altri, grazie anche alla sua Nuccia, sposa e invidiabile compagna di vita da quarantaquattro anni.
Gino e Nuccia oggi hanno tutto il diritto di godersi un po’ di serena tranquillità…”

Stilla:- “Hai proprio ragione ma chissà che, anche se l’attività della Distilleria è ormai sospesa, non si possa continuare a raccontare questa bella storia se l’Unesco ci permetterà di continuare la nostra missione qui, nel “Museo Distilleria Grappa Barile”.

Sono ancora tante le “Opere d’Arte” di Gino che sono nei barili ad invecchiare e in bottiglia in attesa di essere centellinate dai veri intenditori della buona Grappa.

Gino è il Mastro Distillatore che come un grande artista, ha realizzato opere d’arte uniche, le ha create con le sue mani e la sua caparbia di riuscire a fare cose che sembravano impossibili. La sua innata curiosità e la sua voglia di fare e di riuscire, lo hanno portato a vincere molte battaglie, a raggiungere mete che sembravano irraggiungibili.”

Stillo:-“I primi anni della vita di Gino sembrano uscite dalle pagine del libro Cuore di De Amicis…
Gino ha sempre lottato fin da quando era bambino. 

Se non ricordo male, Gino è nato a Genova, ma abbandonato dal padre in tenera età si è ritrovato solo, senza alcun aiuto, figlio di immigrati pugliesi, in una città, “La Superba”  piuttosto ostile verso chi proveniva dal sud.

Non ha potuto nemmeno terminare la terza elementare e per poter sopravvivere si è inventato mille lavori.
Ha però avuto la fortuna di conoscere grandi maestri di vita e come una spugna ha assorbito i loro insegnamenti… Ha studiato da privatista mentre lavorava, ha preso il diploma ed ha coronato il suo più grande sogno: diventare caporale di se stesso!”

Stilla:-“ Hai proprio ragione. Da sempre Gino è stato ed è ancora oggi un grande curioso del sapere, ha sempre avuto mete da raggiungere, rimboccandosi le maniche e mettendosi in gioco.

Chi l’avrebbe mai detto… di Wilma Massucco ha raccolto testimonianze e aneddoti e ne ha fatto un docufilm, un documento verità su un uomo che si è fatto da solo, non perseguendo solo il successo economico ma soprattutto facendosi guidare dai suoi sani principi e quelli indottrinati dai suoi maestri di strada, tra i quali Don Andrea Gallo, prete scomodo ma amato da tutti. Un Jacopone da Todi del nostro tempo del quale sta venendo alla luce la vera storia, ottenebrata e falsata per qualche secolo dal potere temporale dei papi.”

Stillo:-“Non vedo l’ora che arrivi domenica 4 novembre, per poterci godere finalmente un po’ di movimento, un po’ di musica… e tanta gente che verrà a trovarci qui in distilleria. Ci penseremo dopo al nostro futuro di distillatori a bagnomaria”.

NOTA: se qualcuno, amico di Gino Barile o estimatore della buona grappa volesse commentare questa storia straordinaria o raccontarci qualche aneddoto, può scrivere a: direttore.nftv@gmail.com oppure a: redazione@newsfood.com

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com
Nutrimento e nutriMENTE

 

Contatti

Grappa Barile
Distilleria via Nave, 1 – Via Roccagrimalda 17,
Silvano d’Orba (AL)
Grappa Barile. Bor Bar SNC di Barile Luigi e De Palo Saveria.
WWW. grappabarile.it
info@grappabarile.it

 

 

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