Gli azzeccagarbugli enogastronomici

By Redazione

 

Tutto ha un limite. Non passa giorno che in Italia si organizzano congressi, eventi, conferenze stampa, tavole rotonde ed altre diavolerie su temi dell’enogastronomia. ( ne ho
contate ben cinquantadue in un solo giorno ).

Oggi anche un paesello sperduto tra i monti si sente in dovere di organizzare un incontro con i giornalisti al fine di presentare un cicciolo o una noce, un caciocavallo o una pera, il
rosmarino doc o la salvia superprofumata.

E giù inviti, pranzi o cene con tanto di “pacco omaggio “ ai sigg. giornalisti.

Chi paga?

Mistero : o le casse dei Comuni, Province, Comunità Montane ecc. ( nota: ci sono comunità montane anche in riva al mare) o poveri produttori tirati per i capelli per
sponsorizzare queste, spesso, inutili manifestazioni.

Alle quali dovrebbero partecipare “qualificati giornalisti che daranno visibilità sulla stampa nazionale all’evento”.

La verità è diversa, a queste sagre partecipano solo finti giornalisti, o giornalisti in pensione, che non scrivono un rigo neppure sul foglio informativo
dell’Oratorio ( con tutto rispetto degli Oratori), giovani e rampanti p.r. che non conoscono la differenza tra il risotto giallo alla milanese e la panissa, assessori,
infiltrati, perditempo ecc: l’importante è ricevere il pacco omaggio.

E via di questo passo : sta nascendo una nuova attività : gli stacanovisti delle conferenze stampa ( ho conosciuto una signora che ogni giorno presenzia a più
inviti e porta a casa il cibo per un mese).

Avviso ai naviganti ed ai tanti seri produttori di prodotti enogastronomici: state attenti a questi giochetti, sono solo cose inutili che non solo non vi fanno perdere tempo, ma anche
soldi. Sperando che questo andazzo finisca.

 

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