Crack Lehman: se Tremonti non chiarisce la situazione, sit-in di protesta sotto il ministero dell’economia
29 Settembre 2008
Mentre decine di migliaia di risparmiatori,ai quali banche ed assicurazioni hanno loro appioppato titoli Lehman avariati, sono angosciati per risparmi divenuti carta straccia investiti
spesso su consigli interessati, il ministro Robin Hood alla rovescia, che è riuscito a far spalmare sui consumatori gli oneri della Robin Tax applicati a banche e
petrolieri, non sente alcun dovere di fornire almeno una risposta chiara e trasparente rispetto alla esposizione nei bond bancari.
Sono infatti molto gravi e piene di ambiguità le dichiarazioni del Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria, presieduto dal ministro Tremonti, che da una
parte informa che il sistema bancario italiano è solido ed è esposto solo per lo 0,5% del patrimonio, mentre le assicurazioni evidenziano una modesta esposizione nei
confronti di Lehman Brothers,pari a circa 1,1 miliardi di euro (di cui 0,2 miliardi di euro nella gestione danni e 0,9 miliardi di euro nella gestione vita), lo 0,4% delle riserve
tecniche (0,34% nella gestione danni e 0,41% nella gestione vita), dall’altra addossa ai risparmiatori investitori in polizze index ed unit linked,gli altri attivi Lehman neppure
quantificati, che sono presenti in prodotti per i quali il rischio di investimento è contrattualmente a carico degli assicurati,.
Adusbef e Federconsumatori, che pur avevano nutrito in passato un minimo di fiducia verso un ministro che predicava la trasparenza dei mercati e rivendicava la sacralità della
difesa del risparmio mentre oggi pratica l’opacità, sconcertate dal silenzio e dalla latitanza dell’on. Tremonti, tornano a chiedere quale sia l’entità
del buco Lehman scavato nelle tasche di decine di migliaia di risparmiatori, il numero esatto degli investitori coinvolti ed una loro doverosa tutela (si spera al di fuori del pozzo di
San Patrizio dei Fondi dormienti delle banche dal quale viene attinto di tutto,dalla carta di povertà ad Alitalia) anche rispetto a distratte autorità vigilanti.
Isvap,Consob, Bankitalia e Covip hanno il dovere di quantificare quanti prodotti di investimento, come i bond e le polizze index ed unit linked, i fondi pensione e le Casse di
previdenza, il cui rischio viene addossato ai risparmiatori ed ai clienti senza che ne siano pienamente consapevoli,mancando il prospetto informativo e nutrendo fiducia nei consigli
interessati dei proponenti l’investimento, abbiano il sottostante infarcito di prodotti Lehman Brothers ed altri rischiosissimi titoli.
L’Europa, ma soprattutto l’Italia, si crogiola sugli allori di una presunta intangibilità delle banche italiane dal virus dei sub-prime e dei prodotti derivati
pur essendo invischiate su titoli,bond e polizze Lehman, ma se dovesse arrivare la crisi, sarebbero impreparate.
Anche il Fondo interbancario di tutela dei depositi,che garantisce solo i singoli depositanti fino a 103.000 euro escludendo altri tipi di investimento come pronti contro termine e
titoli di stato, non avrebbe la capienza necessaria per fare fronte ad un eventuale crisi. Piuttosto che dare assicurazioni risibili in un mercato globale, come quelle fornite finora da
Bankitalia, sull’esclusione delle banche in titoli Lehman,che al contrario sono state accompagnate sui mercati per almeno 3,5 miliardi di euro, il Comitato per la salvaguardi e la
stabilità dei mercati, farebbe bene ad approntare un piano credibile a tutela dei risparmiatori.
Elio Lannutti (Adusbef) – Rosario Trefiletti (Federconsuamtori)




