Giovanissima e Immensa: Luigi Giussani nel ricordo di Giuseppe Zola

Giovanissima e Immensa: Luigi Giussani nel ricordo di Giuseppe Zola

“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.

Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

 

                     Anticipiamo uno stralcio del libro:  Luigi Giussani nel ricordo di Giuseppe Zola.

 

 

Si parla della “notizia del giorno”, come la definisce Giuseppe Zola…

Mentre aspettiamo un aperitivo.

«La Campari ha acquistato il Grand Marnier.»

Mischiando temi bassi della quotidianità e altri. Parliamo di Luigi Giussani

e della sua passione per Cesare Pavese.

«A Giussani piaceva moltissimo Pavese» dice Zola, avvocato, figura di spicco

di Comunione e Liberazione, pro-sindaco di Milano.

Eppure era laico, comunista…

«Nei suoi romanzi c’era sempre un momento in cui poneva le domande

esistenziali di fondo. Diceva: “Se uno come Pavese avesse incontrato un’autentica

esperienza cristiana avrebbe aderito… Peccato che non abbia mai

incontrato nessuno. Pavese si faceva la domanda giusta”. Amava e citava

spesso i classici. Aristotele… Ma tra i moderni Pavese.»

E il suo rapporto con la musica?

«Aveva un papà che amava molto la musica. Ha fatto un’omelia fantastica

al funerale di Giussani il futuro Papa Ratzinger. Mandato da Wojtyla.»

Futuro molto prossimo. Wojtyla muore poco dopo, il 2 aprile 2005.

«Sì, muore poco dopo Giussani. Giussani muore il 22 febbraio. Ratzinger

a sua volta ama molto la musica. E ha sottolineato un fatto. Pur essendo di

famiglia povera, padre di tradizione socialista e madre molto pia, facevano

arrivare a casa un complessino per suonare pezzi di musica classica. Il padre,

quando il figlio diventa prete, diventa cattolico anche lui. Nell’ultima parte

della sua vita Giussani ha curato una collana di cd con brani di musica

classica e commenti suoi. Intitolata Spirto gentil

La famosa aria di Donizetti, dallElisir.

«Raccontava che quand’era in seminario, durante l’ora di musica, sentivano

dei brani di classica. E ascoltando l’attacco di Spirto gentil ha avuto la percezione

netta dell’esistenza di Dio. Lo raccontava spessissimo.»

Una musica che suscita delle emozioni.

«Si cantava molto. Ci ha fatto scoprire il canto gregoriano. Allora in chiesa

non si cantava molto. Dopo il Concilio si è cantato, ma prima… Anche su

questo aveva preceduto il Concilio.»

Ce stato un periodo, prima di questa svolta, in cui la musica era

bandita da alcune chiese.

«Invece noi si cantava molto. In vacanza si cantava a più non posso. Mia

moglie si è messa a far canzoni perché c’era un clima favorevole. Un fattore

di coesione. E oltre tutto Giussani aveva un animo poetico. Come leggeva

lui certe poesie di Leopardi non ho mai più sentito nessuno. Come leggeva

il Vangelo!»

 

foto :

  • Giuseppe Zola con Achille Colombo Clerici

 

 

 

Redazione Newsfood.com
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