Giovani in Toscana, la Regione investe sull'oggi e sul domani

Prevenire il disagio favorendo la partecipazione e il benessere dei giovani, promuovere la crescita di un’identità e di competenze che li mettano in grado di essere cittadini a pieno
titolo, autonomi ma, nello stesso tempo, attenti alle testimonianze del mondo adulto.

Questi gli obiettivi prioritari delle politiche regionali a favore dei giovani così come sono tratteggiate nel piano regionale di sviluppo 2006-2010, nel piano generale integrato per
istruzione formazione lavoro e nel piano sociale integrato. Questi i cardini, dal punto di vista normativo, di scelte e iniziative che, necessariamente, passano trasversalmente e coinvolgono
diversi aspetti dell’intervento di Regione ed enti locali. Basti pensare alle politiche per la casa, per il diritto allo studio, per il lavoro e le pari opportunità, la salute, lo sport,
la cultura. Per dare le gambe a questi obiettivi, la Regione ha deciso di puntare sulla formula della rete, che tenga insieme e diffonda sull’intero territorio regionale i servizi e gli
interventi per i giovani.

«Investire sui giovani significa investire già nel nostro presente, non solo sul futuro – spiega l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori – per questo la Regione
è impegnata da tempo nella realizzazione di strumenti in grado di offrire opportunità ai giovani toscani di partecipare attivamente alla vita sociale e civile delle proprie
comunità. Una visione non assistenzialistica dell’intervento, ma una reale spinta a fare crescere il protagonismo dei giovani toscani nella nostra società». Le linee guida
elaborate dalla Regione troveranno attuazione nelle iniziative programmate sul territorio. Questi interventi, promossi dall’associazionismo, dal volontariato ed anche dalle reti informali in
collaborazione con le Province ed i Comuni, devono puntare sull’aggregazione, l’informazione e l’orientamento, lo sviluppo della creatività giovanile, la promozione della partecipazione
alla vita sociale della comunità.
«Investiremo ogni anno oltre 5 milioni di euro in questa direzione – continua Salvadori – in un grande progetto di sostegno alle giovani generazioni, con un quadro condiviso tra Regione e
territori»

Tutto questo affianca le azioni specifiche che la Regione ha già attive nelle politiche per l’occupazione, la formazione e l’educazione, negli interventi mirati per la casa, per la
crescita delle competenze informatiche per contrastare la disuguaglianza digitale, per la creazione di spazi che favoriscano la creatività e, ancora, nella possibilità di accedere
in maniera agevolata alle attività culturali (concerti, spettacoli, mostre, musei) e alle attività sportive, negli scambi con altri paesi e culture. A questi si devono aggiungere
gli interventi in campo sanitario per contrastare le dipendenze, il bullismo, l’abuso di alcool, il gioco d’azzardo, ma soprattutto per la promozione di stili di vita sani e di una cultura
della salute a tutto tondo. Per la fascia d’età 15-35 la Regione organizza inoltre attività legate alla sua competenza istituzionale come alloggi universitari, borse di studio,
mense e trasporti, biblioteche, impianti sportivi. In Toscana esistono oltre 200 Centri per l’infanzia, l’adolescenza e la famiglia e 130 punti informagiovani.
“Le linee guida sulle politiche giovanili consentiranno anche di coordinare meglio queste diverse linee di azione e di valorizzarle attraverso la diffusione di punti di consulenza,
orientamento, informazione” conclude Salvadori.
In Toscana, dove vivono tre milioni e mezzo di persone, i giovani tra i 18 e i 35 anni sono circa 790 mila, 240 mila quelli fino a 24 anni. 145 mila sono gli adolescenti da 14 a 18 anni: il
4,1% di tutta la popolazione (il 5,1% in Italia). Una netta minoranza, in una regione dove gli over 65 sono 801 mila.

Barbara Cremoncini

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