Giornata nazionale antimafia: Vendola, Emiliano e Sisto per la presentazione

By Redazione

Bari – Il presidente Vendola, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il vicepresidente della Provincia Onofrio Sisto, con l’assessore alla Trasparenza Guglielmo Minervini e con
il coordinatore di Libera, don Tonio Dell’Olio hanno presentato oggi in Presidenza la XIII edizione della Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie», che
si terrà sabato 15 a Bari.

L’occasione di oggi è stata utile per presentare alla stampa il programma FLARE /Freedom, Legalty and Rights in Europe, network europeo di associazioni che promuovono la legalità
in Europa (50 sigle per 200 delegati provenienti dal Caucaso fino alla penisola iberica). Le riunioni conclusive si terranno venerdì 14 in Fiera.

«Voglio invitare tutto il mondo che si occupa di legalità a Bari per sabato, tutti quelli che hanno voglia di cercare delle risposte – ha detto Emiliano – A Bari si noterà
la differenza tra esserci e non esserci, come a Polistena l’anno scorso per la XII giornata. Dedicheremo il parco di Punta Perotti alla legalità e da lì partirà il corteo.
Non è un caso che si tenga a Bari la manifestazione, una città che ha varato l’agenzia per la lotta non repressiva alla mafia e dove ci sono due famiglie, quella Fazio e quella
Marchiateli che non hanno accettato il risarcimento dei clan per l’errore, ma hanno deciso di finanziare le fondazioni per il reinserimento sociolavorativo degli ex detenuti».

Il vicepresidente Sisto ha sottolineato la necessità di rivedere la legislazione su sequestri, confische e rassegnazione di beni ex mafiosi. «Credo – ha detto invece Minervini –
che sabato ci siano tutte le condizioni per un successo. Perché in Puglia gli incontri preparatori sono stati molto partecipati, mettendo in luce l’esistenza di una vera antimafia
sociale e di una diffusa cultura della legalità. E’ un paesaggio sociale fatto di famiglie, giovani scuole e parrocchie che fanno da retroterra all’antimafia di magistratura e polizia.
La storia della Puglia e delle sue mafie oggi è diversa forse perché c’era quel retroterra sociale».

E ancora: «La Regione ha invertito la sua organizzazione. Abbiamo varato e sostenuto tre iniziative: il recupero dei terreni confiscati a Torchiarolo, la scuola di pace e non violenza per
la soluzione non armata dei conflitti a Alessano, nella casa di Don Tonino Bello, e venerdì partirà l’accordo per il riuso sociale dell’ex discoteca MOMA di Adelfia, sequestrata
ai clan che diventerà il MOMART, un luogo dove il divertimento era merce che ora simbolicamente diventa pubblico».

Per il presidente della Regione, ricordando episodi dell’operazione Reset a Molfetta, che vide impegnati l’allora Pm Emiliano, l’allora vicepresidente dell’Antimafia Vendola e l’allora sindaco
Minervini «Noi siamo il Mezzogiorno che non ci sta: siamo orgogliosi di rappresentare un’alternativa alla sciatteria fatta da modelli del Grande fratello e del trash televisivo, chiamando
giovani e studenti a discutere di legalità dal vivo. E allora, recidere il familismo amorale è perfino più importante di mettere in galera i mafiosi. La legalità –
ha aggiunto – non è specialismo, non si possono lasciare soli i sindaci a confiscare i beni mafiosi, occorre concertazione. Poi occorre snellire le indagini: come Regione stiamo
finanziando il fascicolo e gli archivi elettronici nei tribunali». Infine, per Vendola «E’ importante che la Regione finanzi operazioni speciali come la trasformazione di una
discoteca proprietà dei mafiosi in luogo sociale: la legalità, la difesa della legge deve essere percepita come conveniente per le persone e per la società».

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD