Giornalisti: «all'esame di Stato con il pc»

La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato all’unanimità ed in via definitiva le nuove modalità che gli aspiranti giornalisti dovranno seguire per svolgere
l’esame di stato.

La legge approvata, in particolare, stabilisce che «per lo svolgimento della prova scritta é consentito l’utilizzo di elaboratori elettronici cui sia inibito l’accesso alla memoria
secondo le modalità tecniche indicate dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, sentito il Ministero della Giustizia». Va dunque in soffitta l’obsoleta macchina da
scrivere dal sapore retrò e si fanno largo i computer, di cui ormai ben pochi potrebbero fare a meno.
Pino Pisicchio, presidente della Commissione Giustizia della Camera e autore della proposta di legge, ha espresso apprezzamento per la «tempestività» con cui i due rami del
Parlamento hanno accolto l’iniziativa volta a «correggere un’anomalia che scaturiva dalla legge del ’63 istitutiva dell’Ordine«: «La legge obbligava per l’esame di Stato
all’uso della macchina da scrivere, la mitica Lettera 22 e similari » ha spiegato Pisicchio – Ma ormai da diversi lustri queste macchine sono scomparse dall’uso quotidiano, lasciando il
posto, sia nelle redazioni che nel privato, alla tastiera del pc».
Resta ora il problema dei tempi, poiché il governo ha solo un mese per sentire il Consiglio di Stato ed emanare il regolamento: «Il regolamento lo fa il Ministero dopo aver sentito
il Consiglio di Stato » ha spiegato il sottosegretario Luigi Scotti – Io faccio un appello perché il tutto si svolga il prima possibile, ma un po’ di tempo passa e non è
detto che il tutto sia pronto per la prossima sessione d’esame».

Il problema più grosso, infatti, è la possibilità di trovare il modo per impedire agli aspiranti giornalisti di utilizzare durante l’esame le memorie dei pc portatili che
si portano da casa, che invaliderebbero la prova.
l’ultima questione sollevava da Scotti (anche se «non c’era il tempo per cambiare il testo«) è l’incongruenza derivante dal fatto che le modalità tecniche per lo
svolgimento della prova scritta vengano stabilite dall’Ordine dei giornalisti «sentito il Ministero di Giustizia«: «In realtà » ha puntualizzato il
sottosegretario – dovrebbe essere il contrario perché spetta al Ministero dare le indicazioni dopo aver sentito l’Ordine dei giornalisti».

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