Giappone, stop al manzo dalla prefettura di Fukushima

Giappone, stop al manzo dalla prefettura di Fukushima

By Redazione

Il provvedimento era nell’aria, ed alla fine è arrivato.

Le autorità del Giappone hanno proibito la commercializzazione di carne proveniente dalla prefettura di Fukushima: no alla vendita ed ordine tassativo di bloccare il trasferimento degli
animali in questione verso gli impianti di macellazione e confezionamento.

La decisione segue di poche ore la scoperta di 136 mucche, la
cui carne contiene alti livelli di radioattività a causa del foraggio contaminato. Tuttavia, il vero problema riguarda altri 650 bovini, considerati contaminati ma la cui carne è
già entrata nel ciclo commerciale.

In Giappone, non esiste un sistema di controllo delle radioattività: fino ad oggi, i prodotti alimentari subivano verifiche ed ispezioni a livello locale, ed è proprio a livello
locale che qualcosa non deve aver funzionato.

In ogni caso, si cerca di rimediare. La catena di supermercati Aeon, secondo cui centinaia di chili della carne di bovini con radiazioni sono già stati venduti, prepara verifiche e
controlli nei 14 punti vendita, di Tokyo e nelle immediate vicinanze. Da parte sua, il Ministero dell’Agricoltura getta acqua sul fuoco, sostenendo come un consumo limitato di carne non crea
pericoli, nonostante l’alimento in questione presenti  livelli di radioattività 500 volte superiori al limite legale.

In ogni caso, la situazione crea domande inquietanti sulle reali conseguenze dei danni alla centrale di Fukushima. Per cominciare, le radiazioni sembrano non essere limitate alle zone
circostanti: come ammesso dal vice ministro della Salute, Kohei Otsuka, è stata riscontrata contaminazione di animali allevati a circa 100 km dalla centrale. Inoltre, la carne è
l’ultimo degli alimenti contaminati, dopo tè, latte, pesce e acqua.

Matteo Clerici

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