Gestione rifiuti toscani, il ciclo integrato è una scelta europea

Firenze – «E’ grave, oltre che irresponsabile, accusare gli amministratori di strumentalizzare l’emergenza Campania ‘per imporre inceneritori in Toscana’ o peggio ancora per ‘fare
del terrorismo’». Lo ribadisce l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini, rispondendo alla nuova presa di posizione del coordinamento dei comitati della piana
Firenze-Prato-Pistoia sui termovalorizzatori toscani e alle affermazioni, sempre di oggi, di Rossano Ercolini della Rete nazionale Rifiuti Zero, anche lui a Firenze.

«Quanto sta avvenendo in questi giorni a Napoli e dintorni – aggiunge l’assessore – dimostra semmai quanto sia nefasta la logica delle contrapposizioni ed un sistema che si basa
esclusivamente sul ricorso alle discariche. La gestione corretta del ciclo dei rifiuti urbani è fissata da tempo dall’Unione Europea ed è a quella, ovviamente, a cui anche la
Toscana si rifà con le sue leggi e con i suoi strumenti di programmazione: riduzione, riuso, riciclo e recupero energetico. Non nego che in questo settore le decisioni siano più
complesse che in altri settori, ma ‘augurare’ lunga vita alle discariche che, per quanto ben gestite, sono l’ultima soluzione a cui fare ricorso e lo ha stabilito l’Unione europea,
anziché dotarsi di un moderno ed efficiente sistema di impianti integrato con le azioni di raccolta differenziata, è la dimostrazione di un approccio superato».

«Nessuno dice che non occorra investire e far crescere la raccolta differenziata – risponde sempre ai comitati l’assessore Bramerini – E’ quello che stiamo facendo. Ma i
termovalorizzatori e gli impianti di recupero energetico sono necessari. Basta guardarsi intorno per vedere come nei Paesi europei e nelle
Regioni italiane dove si è progressivamente ridotto il ricorso alla discarica, incentivando raccolta differenziata e impianti, non ci sono mai state emergenze rifiuti». Su questa
strada la Regione intende dunque marciare, con la responsabilità che il ruolo di amministratori impone nel dire ai cittadini le cose
come effettivamente stanno, anche se la verità a qualcuno può non piacere.
Il ricorso ai termovalorizzatori non inibisce infatti la raccolta differenziata e il recupero dei rifiuti: la conferma arriva dall’Agenzia europea per l’ambiente, in un rapporto dell’ottobre
scorso. La Francia porta in discarica circa il 37% dei propri rifiuti, ne incenerisce il 35% e ne recupera il 28. La Germania porta in discarica il 18% dei rifiuti, ne incenerisce il 24% e
recupera il 58 per cento; la Danimarca ricorre alle discariche solo per il 3%, incenerisce il 55% dei rifiuti e ne recupera il 42. La media europea di conferimento in discarica è circa
il 44%, quelle per l’incenerimento il 18% e il 38% per il recupero. In Italia finisce in discarica il 58% dei rifiuti, il 12% viene incenerito ed il 30% recuperato: in Toscana si recupera il
33% dei rifiuti, l’8% viene incenerito e il 59%, oggi, viene portato in discarica. «La Toscana deve essere anche in questo settore una regione europea – chiarisce l’assessore Bramerini –
Porterà avanti sempre più la raccolta differenziata, secondo gli obiettivi fissati a livello nazionale ed investendo risorse adeguate da mettere a disposizione dei territori.
Abbiamo già annunciato la nostra volontà di destinare i proventi dell’ecotassa ad un fondo speciale per sostenere le politiche e le azioni necessarie nel settore dei rifiuti. Non
dimentichiamoci, poi, che anche nei sistemi più virtuosi una quantità di residuo rimane e che i processi di differenziazione e riciclaggio producono a loro volta rifiuti».

Occorre differenziare, ridurre i rifiuti che si producono e ridurre i rifiuti che si portano in discarica. In questo senso occorre educare i cittadini e coinvolgere anche aziende e settori
produttivi. I comitati dicono che le discariche non si esauriranno nel 2011. «Magari avessimo davanti dieci anni di tempo in cui poter sperimentare procedimenti virtuosi – conclude
l’assessore – purtroppo la situazione è diversa e la Regione la sta già monitorando da tempo. Già nel settembre scorso, pubblicamente, senza scomodare l’emergenza Campania
ho fatto presente le criticità nel settore dei rifiuti della nostra regione, e da allora abbiamo iniziato un lavoro intenso con Arpat ed Arrr, incrociando i dati del catasto rifiuti e
dell’ecotassa per fare il punto della situazione, coinvolgendo in questo percorso le istituzioni, le aziende e gli Ato. Anche per questo abbiamo voluto imprimere maggiore efficacia alla
governance dei rifiuti approntando le modifiche alla legge regionale 25 del 1998». Ora quanto previsto dai piani va attuato.

Walter Fortini e Pamela Pucci

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