Genitori italiani: il cibo delle mense scolastiche spaventa più dell’influenza A

Genitori italiani: il cibo delle mense scolastiche spaventa più dell’influenza A

Per i genitori italiani, la cattiva qualità dell’alimentazione fornita agli scolari è più preoccupante dell’influenza A.

Lo sostiene la Coldiretti, sulla base di un sondaggio on line presentato in occasione dell’apertura di Biomedica 2009. Durante tale avvenimento, è inoltre emerso come durante l’anno
scolastico 2009-10 i bambini che potranno consumare a scuola un pasto biologico saranno un milione, con un aumento del 700% rispetto a 10 anni fa.

Riguardo al sondaggio, gli autori fanno notare come al primo posto indiscusso delle paure scolastiche di mamma e papà ci sia la qualità dell’istruzione (53%) e fin qui niente da
dire. Ma la sorpresa arriva subito dopo: al secondo posto si trova infatti la paura del cattivo cibo dei refettori (18%), seguito poi dal rischio di contagio da virus H1N1 (13%).

Secondo gli esperti, la paura del mangiar male è acuita da due elementi: le notizie di cronaca e la maggiore consapevolezza.

Certamente, i controlli di sicurezza (effettuati dai NAS e ripresi dai vari media nazionali) hanno contribuito ha minare le certezze sulla qualità dei cibi della scuola. Gli uomini del
Nucleo Anti Sofisticazione hanno infatti verificato 101 irregolarità su 178 istituti ispezionati; in particolare, è stata ordinata la chiusura di 15 strutture, due mense e 3,6
tonnellate di cibo sequestrate.

Inoltre i genitori sono oramai consapevole che gli junk food sono così diffusi da rendere obeso 1 bambino su 3 nella fascia dai 6 agli 11 anni: in particolare, 12,3 per cento dei bambini
è obeso, mentre il 23,6 per cento è in sovrappeso.

Compito della scuola deve così essere il riguadagnarsi la fiducia dei grandi, offrendo prodotti in grado di migliorare la salute e la vita dei piccoli.

Matteo Clerici

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