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GDA e pandemia: situazione nazionale e internazionale più che positiva

GDA e pandemia: situazione nazionale e internazionale più che positiva

By Giuseppe

GDA: situazione nazionale e internazionale 2020, proiezioni 2021

 

GDA con record di bilancio nel 2020. Report Mediobanca con raffronti dati vendite e utili.  Primi Conad in Italia. Alimentare, Assicurazioni, Banche un 2020 all’insegna della crescita di ogni fattore. Calo solo in occupazione.

 

E’ di questi giorni la pubblicazione di diversi studi interessati sull’andamento economico dell’anno della grande crisi decretato da tutti causa coronavirus, covid 19 o pandemia mondiale. Ma non per tutti: sfiorano i 2000 miliardi di euro i depositi in banca degli italiani fra conti correnti e titoli; i BigPharma hanno utili, ripeto utili, a 2 cifre rispetto al fatturato medio degli anni precedenti. Idem i BigWeb, non solo nel mondo, ma anche nella disastrata Italia dei ristori.

Un poco meno ma sempre molto controtendenza, e con consolidamento di asset e bilanci compreso acquisizioni e scambi di capitali, il mondo bancario e assicurativo sempre mondiale e anche italiano. Finiti e superati, grazie anche ai soldi pubblici, i drammi e tracolli da finanziamenti stupidi degli anni 2000-2010.

Banche e Assicurazioni in Italia nel 2020 hanno fatto utili tutte, fra il 3 e il 17%, rispetto l’anno 2019 e gli anni precedenti. Parlo di Utili e non di Ricavi o Fatturati che quelli sono ancora molto molto di più con un deciso calo del numero totale di occupati a tempo determinato soprattutto nelle file delle seconde linee di comando e nella base più bassa di sportello.  Forse un ragionamento politico-nazionale andrebbe fatto in ottica di sostenibilità, sussidiarietà, resilienza in quanto questi bilanci sono frutto in gran parte dei costi e impegni economici dei cittadini italiani che anche in crisi fanno fronte a contratti e accordi.

 

Parliamo di GDA cioè di alimentare nazionale e mondiale grazie allo studio Mediobanca

Il quadro mondiale dimostra un settore in grande salute, ricco, con fatturati in crescita. Importante è vedere che fra i topplayer esteri quasi il 97% delle imprese della Gdo ragionano in termini di sostenibilità, a fronte del poco meno dell’88% dei gruppi italiani. Mentre i rifiuti differenziati è pari al 75% in Italia e al 71% all’estero. Viceversa i retailer italiani producono 136 kg/CO2/mq di negozio, quelli stranieri 208 kg: un divario significativo che sicuramente rende onore ai marchi nazionali sui temi ambientali a quasi parità di consumi energetici per superficie.

La Gdo mondiale ha una occupazione prevalentemente femminile e l’Italia supera tutti con il 63% contro il 60% dell’estero, mentre il ricorso a contratti a tempo per gli occupati è del 52% in Italia e del 43% all’estero, una insegna per l’altra. Purtroppo all’estero le ore/anno a disposizione per la formazione dei dipendenti è di 22 ore circa e in Italia di 16 ore. Un divario su cui ragionare da parte del ministero del lavoro.

Per chiudere il cerchio ecco i principali bilanci: in testa WalMart con 463 miliardi di euro/anno. Le insegne mondiali con più punti all’estero sono l’olandese Delhaize (78%) e la portoghese Martins (74%), seguite dalle francesi Auchan (62%) e Carrefour (52%).

Di brand GDA made in Italy non c’è quasi nulla, se non niente, all’estero.  In ogni caso la redditività della gestione di impresa (Roi) ossia la remunerazione di ogni euro (o dollaro) raccolto sul mercato è doppio nelle insegne estere rispetto a quelle italiane: da circa il 9% al 4,5%. Altro parametro su cui sarebbe opportuno ragionare. La australiana Coles addirittura ha un Roi del 31% abbondante!

 

GDA e Gdo italiane

Partiamo dai fatturati e dalla redditività: le italiane Eurospin e la Lillo-MD sono quelle messe meglio, rispettivamente con una remunerazione sulle risorse raccolte dalla gestione economica e finanziaria del 20% e del 16% abbondante. Segnale della salute e sanità del bilancio e della operazione di gestione. Entrambe le insegne nazionali sono in forte espansione come allestimento ex novo e ristrutturazione-allargamento dei punti vendita.

Al terzo posto sempre nel rapporto risorse/reddito la Lidl Italia con un 13% circa, in questo caso fortemente superiore rispetto alla casa madre tedesca. Un altro record spetta ad un player italiano raffrontato con altri marchi stranieri: è la Supermarket che in Italia sviluppo un dato vendita per metro quadrato di € 15.900.

Segno di una ottima logistica, organizzazione, dimensione e localizzazione dei punti vendita nelle diverse città italiane. In ogni caso il dato sostanziale 2020 è che la GDA italiana nel suo complesso segna un progresso sul 2019 del 5% di fatturato, di cui solo l’1% circa è assegnato alle vendite online e al canale consegne a casa.

 

Distribuzione Moderna Italiana crescono i marchi meno noti  

Sul mercato italiano Conad detiene nel 2020 la maggiore quota con quasi il 15% di tutto il fatturato nazionale, seguita dal gruppo Selex con il 14% circa, tutte le diverse Coop con il 13% circa. Queste ultime nel 2011 detenevano una quota del 15,3%, quindi in quasi 10 anni fa segnare un calo di quasi il 2,4%. Tutti gli altri competitori invece sono cresciti, chi più chi meno.

Incrementi molto marcati negli ultimi anni hanno interessato tutti i Discount presenti in Italia (+8,7%), i Super (+6,8%) e i Drugstore (+6,6%). La ricerca Mediobanca in ogni caso stima una riduzione dell’intero sistema GDA a fine 2021 di circa l’1,6% con una crisi maggiormente sentita nelle grandi dimensioni collegate ai mega centri commerciali, addirittura fra il 4 e il 5% di calo nel biennio.

Tema su cui Ovse-Ceves (agroalimentare) ha avviato una indagine e sondaggio a tappeto proprio per poter incrociare stime/prospettive fra tipo di punto vendita e cliente consumatore attraverso nuove abitudini e atti di acquisto.

Sempre sul mercato nazionale l’insegna Lidl Italia è prima nelle vendite e volumi, seguita da Eurospin e Agorà, poi Lillo-MD, VéGé e Crai. Anche questo dato è un segnale forte che viene dal consumatore: migliorano i punti vendita più piccoli, più prossimali, più facile da trovare sotto casa e sicuramente con la possibilità di avere e scegliere prodotti più a buon mercato in assenza o di pubblicità o di servizio o di scelta.

Ma in questo caso quanto la “qualità” organolettica e sanitaria è rispettata? In ogni caso, presi a riferimento tutti i parametri relativi a volumi, valori, redditività, fatturato, stime, l’insegna che appare meglio posizionata nel 2020 in Italia è Eurospin seguita da Lillo-MD. Entrambe hanno dichiarato, oggi, di essere molto più attente a due fattori interni di vendita fondamentali (già migliorati gli spazi esterni di accesso e parcheggio): più qualità certificata di tutta la merce con marchio della insegna in modo da tracciare direttamente la parte finale della filiera e più servizi diretti al cliente con meno banchi frigo e più banchi di mescita e del fresco. In questo modo si ipotizza anche una riduzione dei consumi energetici, minore inquinamento, minori e scarti e rifiuti.

 

E-Commerce GDA, e leader in salita e discesa     

Nel 2020 si è riscontrato un ulteriore passo avanti nella concentrazione del mercato italiano, per esempio l’operazione di Conad-Auchan e di Supermarket. Le prime 5 insegne nazionali oggi coprono il mercato per il 57,5% , mentre nel 2019 era del 52,8%, anche se il mercato italiano è più frammentato rispetto a Francia, Gran Bretagna, Germania. Quindi si presume una crescita nel 2021 ancora superiore rispetto al 2020: i primi due mesi già sono una testimonianza presentando un conto di +6,1% rispetto al primo bimestre del 2020, quindi con ulteriori effetti positivi su redditività, utili e margini industriali.

Peccato che le insegne italiane, tutte, abbiano curato molto il mercato nazionale e pochissimo il mercato estero. Un accordo “Insegne-Stato italiano” sarebbe stato molto utile per promuovere, portare, gestire, vendere il made in Italy all’estero invece di elemosinare qualche spazio o dover pagare scotti alti oppure vedersi aprire barriere legali o non (vedi Cina e India e Hong Kong e Singapore) su mercati esteri. Ma ora è tardi?

L’e-commerce nel 2021 si presume aumenterà ancora del +60%, in perfetta sintonia con Mediobanca e rappresentare il 3% di tutto il mercato alimentare nazionale. Giustamente Mediobanca fa notare che i margini operativi continuano a essere negativi per oltre il 10%.

Infine Supermarkets italiani (ovvero Esselunga ed altri) si conferma al vertice degli utili, Gruppo Conad il primo per fatturato, mentre Gruppo Coop fa segnare un costante calo del prestito dei soci negli ultimi 5 anni, dovuto anche a diverse svalutazioni finanziarie.

 

 

 

Nico da Comolonia
in esclusiva
per Newsfood.com
Nutrimento & nutriMENTE
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