G8, la Cia: Passare subito dagli impegni agli atti concreti
9 Luglio 2009
“Speriamo che gli impegni presi a L’Aquila si traducano al più presto in atti realmente concreti”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi
commenta la dichiarazione finale del “G8″ su sviluppo e Africa nella quale si sottolinea, particolare, l’esigenza di porre ”l’agricoltura e la sicurezza alimentare al centro dell’agenda
internazionale ”.
“Indubbiamente -aggiunge Politi- queste affermazioni vengono accolte da tutti noi con grande soddisfazione e ciò dimostra la validità sia delle conclusioni del ‘G14′
degli agricoltori organizzato dalla Cia in collaborazione con la Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli) che quelle del ‘G8′ dei ministri dell’Agricoltura, nelle quali si
sottolineava l’esigenza di più agricoltura per sconfiggere lo spettro drammatico della fame. E’, quindi, importante che il ‘G8′ abbia fatto proprie queste indicazioni che la nostra
Confederazione aveva in più occasioni ribadite. Da ultimo in una lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e ai ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Politiche agricole,
alimentari e forestali Luca Zaia proprio in coincidenza con l’apertura del vertice”.
“Per questa ragione -sostiene il presidente della Cia- condividiamo alcuni significativi passaggi della dichiarazione finale del ‘G8′ soprattutto quando si afferma che è
indispensabile creare le condizioni per intensificare il commercio globale e l’investimento, ponendo la crescita mondiale su un percorso più solido e minimizzando l’impatto della crisi
sulle popolazioni vulnerabili. D’accordo anche sul fatto che i progressi nello sradicamento della povertà possono essere raggiunti solo se la crescita economica e il cambiamento
climatico sono perseguiti in maniera congiunta”.
“Troviamo importante che -rimarca Politi- per quanto riguarda la sicurezza alimentare, i leader del ‘G8′ si sono impegnati a promuovere gli investimenti nell’agricoltura, attraverso
lo sviluppo dell’assistenza, e con particolare attenzione ai piccoli agricoltori, al miglioramento dell’accesso alla conoscenza tecnologica e scientifica”.
“Non a caso -rileva il presidente della Cia- in occasione del ‘G8′ agricolo, insieme alla Fipa, avevamo inviato ai ministri una ‘lettera aperta’ nella quale evidenziavamo
l’esigenza di un coinvolgimento diretto ed attivo degli imprenditori agricoli nel processo di definizione di un nuovo sistema agroalimentare mondiale, che veda gli stessi produttori agricoli al
centro delle politiche e delle misure. Questo perché al cuore della soluzione della sicurezza alimentare mondiale ci sono proprio gli agricoltori, uomini e donne. Essi sono coloro che
coltivano, si occupano degli allevamenti, gestiscono i terreni e salvaguardano le risorse naturali. Non ci può essere, perciò, sicurezza alimentare senza sicurezza degli
agricoltori. Le politiche agricole non devono, dunque, più trascurare il ruolo cruciale che gli agricoltori, inclusi sia i piccoli agricoltori sia gli agricoltori commerciali, devono
avere nel far sì che la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile divengano realtà”.
Altri due aspetti emersi dal “G8” vanno, per Politi, messi nel dovuto risalto. Riguardano il deciso impegno per il clima, e con esso la tutela dell’ambiente e della risorsa acqua, e
l’opportunità di contrastare qualsiasi spinta protezionistica nel commercio mondiale. “Non possiamo, infatti, più ripercorrere -conclude il presidente della Cia- illusorie
soluzioni protezionistiche. I dazi sono un’arma spuntata (e pericolosa) per un settore, come l’agroalimentare, che proietta (e vuole difendere) le sue eccellenze sui mercati mondiali,
soprattutto nei paesi ricchi, e per un Paese, come l’Italia, che mantiene, rispetto ai partner europei, la propria quota del commercio mondiale, e con metà delle grandi imprese che hanno
trasferito all’estero parte dei processi produttivi”.




