Fusione GTT-ATM, Cavallera (FI): «meglio aggregare le aziende piemontesi»
21 Maggio 2008
Torino – «Il matrimonio tra Gtt e Atm? Ora anche il centrosinistra si rende conto dei rischi che correrebbero Torino e il Piemonte», così Ugo Cavallera, consigliere
regionale di Forza Italia, commenta le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Gtt, che paventa il tentativo della milanese Atm di imporre le proprie decisioni in ordine alla
ventilata fusione tra le due aziende di trasporto pubblico.
«E’ da quattro mesi – dice Cavallera – che chiediamo inutilmente a Giunta e maggioranza di venire a discutere del problema in sede di Commissione a palazzo Lascaris, anche con l’audizione
dei vertici Gtt e delle organizzazioni sindacali di settore, ma non abbiamo avuto risposte. Ho l’impressione che, in questa come in altre analoghe fusioni, l’interesse concreto dei cittadini
non sia in cima alle preoccupazioni di chi ha responsabilità amministrative ai diversi livelli. Sarà arduo realizzare un matrimonio paritario tra Gtt e Atm. E’ evidente che se
l’azienda lombarda ha un fatturato superiore di circa il 50 % rispetto a quella piemontese, il baricentro decisionale finirebbe decisamente per spostarsi a Milano. Ma il problema principale
resta di stabilire a cosa possa servire davvero questa fusione».
Dal momento che l’aggregazione delle due aziende porterebbe al rafforzamento del polo gestionale pubblico, ma anche al restringersi della potenziale concorrenza regionale fra aziende di
trasporto, proprio mentre i servizi vengono messi a bando seguendo le indicazioni dell’Unione Europea, Cavallera chiede che i Comuni «valutino l’opportunità di farsi gradualmente
da parte, collocando sul mercato le loro quote azionarie. Nascerebbe così una pubblic company in grado di coniugare efficienza ed economie di scala, contenere le tariffe e migliorare la
qualità delle prestazioni, senza più l’ingerenza della politica nella gestione. Naturalmente agli enti locali, segnatamente Regione e Province, restano i compiti di programmazione
e le scelte politiche principali per tutelare il pubblico interesse, garantendo il miglior servizio per condizioni di prezzo e qualità».
Ma anziché sostenere l’unione con la lombarda Atm, l’esponente azzurro preferirebbe che «il raggiungimento dei medesimi obiettivi di efficienza venisse perseguito a livello
piemontese, puntando a un’intesa tra le aziende del nostro territorio, ad iniziare da quelle pubbliche, con l’eventuale coinvolgimento di quelle private nel rispetto delle regole europee. Si
avrebbe così una maggiore omogeneità e capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini, senza dover subire scelte che, in caso contrario, potrebbero essere dettate da
logiche esterne al Piemonte».




