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Fruizione indebita del credito in compensazione per le attività di e commerce

By Redazione

L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 336 del 21 novembre 2007, ha reso nota l’istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite F24, delle somme dovute in seguito all’indebita
fruizione in compensazione del credito d’imposta di cui all’articolo 103, commi 5 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (credito d’imposta per lo sviluppo delle attività del
commercio elettronico).
L’articolo 103, commi 5 e 6, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, infatti, ha previsto alcune agevolazioni per l’avvio e lo sviluppo di attività di e commerce e, per consentire ai
beneficiari di utilizzare il credito in compensazione, la risoluzione n. 116 del 23 maggio 2003 ha istituito il codice tributo “6766”.
L’Agenzia, per permettere la restituzione di somme non spettanti, ha istituito i seguenti codici tributo:
– “7468” denominato “Restituzione capitale per indebito utilizzo del credito d’imposta per lo sviluppo delle attività del commercio elettronico, di cui all’art. 103, commi 5 e 6, legge
388/2000”;
– “7469” denominato “Sanzioni su restituzione per indebito utilizzo del credito d’imposta per lo sviluppo delle attività del commercio elettronico, di cui all’art. 103, commi 5 e 6,
legge 388/2000”;
– “7470” denominato “Interessi su restituzione per indebito utilizzo del credito d’imposta per lo sviluppo delle attività del commercio elettronico, di cui all’art. 103, commi 5 e 6,
legge 388/2000”.
Ne consegue che, dalla pubblicazione della risoluzione, il codice tributo “6766” non possa più essere utilizzato a debito per versamenti a titolo di ravvedimento di cui all’articolo 13
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.

Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 336 del 21 novembre 2007
Scarica il documento completo in formato .Pdf

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