Frode in commercio di pomodoro cinese spacciato per “Pummarola italiana”

Frode in commercio di pomodoro cinese spacciato per “Pummarola italiana”

Ecco il comunicato stampa diramato dal comando dei Carabinieri NAS di Parma,
(in attesa di conoscere sviluppi, segnalazioni ed eventuali comunicazioni da parte delle ditte coinvolte)

Oggetto:  Sequestro Pomodoro Cinese Comunicato Stampa Nucleo Antifordi Carabinieri Parma
Data:     10 agosto 2010 11:15:38 GMT+02:00

SEQUESTRATE COMPLESSIVAMENTE 220.000 BUSTE DI DOPPIO CONCENTRATO DI POMODORO CINESE;
DENUNCIATO, ALLA LOCALE PROCURA, IL TITOLARE DI UNA DITTA DELLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PER FRODE NELL’ESERCIZIO DEL COMMERCIO;
ACCERTATI 350.000 KG DI PRODOTTO ITALIANO “TAGLIATO AL 65%” CON POMODORO CINESE.

Il Nucleo Antifrodi Carabinieri di Parma nell’ambito dei controlli volti alla tutela dei “marchi di qualità” e del “Made in Italy” ha scoperto una ingente frode posta in essere da una
ditta di lavorazione di concentrato di pomodoro della provincia di Reggio Emilia.
Dalle attività dispiegate dal citato Nucleo è emerso che la ditta ha messo in commercio bustine di doppio concentrato di pomodoro destinate all’esportazione a Paesi esteri
etichettandole come prodotte in Italia, mentre in realtà è emerso trattarsi di una miscela di doppio concentrato di pomodoro con prevalenza di quello proveniente dalla Cina.
Tutti gli accertamenti condotti sulla rintracciabilità hanno consentito di scoprire che il titolare della ditta consapevolmente “miscelava” doppio concentrato di pomodoro proveniente dalle
province di Parma e Reggio Emilia, con quello di origine cinese.
Infatti, tra la documentazione, è stato individuato un ordine di acquisto di un carico di fusti di doppio concentrato di pomodoro proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese e sbarcato
nel porto di La Spezia.
Il controllo della ditta ha consentito di risalire a tutte le lavorazioni compiute dopo l’acquisto di doppio concentrato di pomodoro proveniente dalla Repubblica popolare cinese, avvenuto
nell’autunno 2009.
Tale produzione, confezionata in bustine monodose, è stata venduta sia direttamente ad una ditta in Germania, sia ad altre ditte italiane che assemblavano un “kit” completo per spaghetti
composto, oltre che dalle confezioni di concentrato di pomodoro, anche da una busta di formaggio grattugiato e da una confezione di spaghetti.
Il tutto a sua volta destinato a Paesi esteri, prevalentemente in Germania.
I sequestri operati sono avvenuti presso due di queste ditte “assemblatrici” dei “KIT”, una in provincia di Cremona e l’altra in Provincia di Cuneo.
Tuttavia è emerso che tali produzioni sono state acquistate anche da una ditta della provincia di Bolzano che svolgeva analoghe produzioni, che non ne era però più in
possesso del prodotto.
Nel momento in cui sono emerse tali risultanze (dalle ispezioni iniziate a marzo/aprile 2010) sono state immediatamente poste sotto sequestro tutte le produzioni sospette e svolte ispezioni su
tutti gli acquirenti.
Tuttavia, molte di esse erano già state vendute ed avevano raggiunto i consumatori finali.
L’art. 515 c.p. (Frode nell’esercizio del commercio) recita: “Chiunque, nell’esercizio di un’attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una
cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non
costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065.
Se si tratta di oggetti preziosi, la pena è della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a euro 103″.
In questo caso l’indagato ha posto in commercio prodotto diverso per origine a quello dichiarato, in quanto ha dichiarato in etichetta essere stato prodotto in Italia, quando in realtà
dagli accertamenti è emerso provenire anche dalla Cina.

In aggiunta, durante le fasi del controllo, presso la stessa ditta, sono stati inoltre sottoposti a sequestro amministrativo ai sensi dell’art. 13 della legge 689/81 in violazione all’art. 18 del
Regolamento Comunitario n. 178 del 2002 (carenza della rintracciabilità) ulteriori kg. 48.000 circa di prodotto corrispondenti a 423.000 circa confezioni contenenti verosimilmente doppio
concentrato di pomodoro recanti diciture in lingua tedesca.
Tale sequestro si era reso necessario poiché dal controllo della documentazione inerente la tracciabilità non era stato possibile, per quelle produzioni, eseguire il reale riscontro
tra la materia prima in entrata ed il prodotto finito.
A seguito di analisi ed accertamenti svolti dalla locale Asl, volti anche alla verifica di eventuali pericoli per la salute e che hanno avuto esito negativo, tali produzioni sono state
dissequestrate a cura del Sindaco competente.
Le difficoltà di far emergere frodi di questo tipo è particolarmente elevata.
E’ estremamente complesso riuscire ad evidenziare e poter contestare con validi elementi situazioni come queste.
Molte fonti indicano questo fenomeno in forte espansione così come le importazioni dall’estero di prodotti a base di pomodoro provenienti dalla Repubblica Popolare Cinese che una volta
giunte in Italia vengono vendute come produzioni italiane.
Alla luce di ciò si informa che è attivo un numero verde nazionale cui rispondono militari del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari
n° verde NAS 800020320
che tutti i cittadini (consumatori, produttori, trasformatori) possono contattare gratuitamente per segnalare eventuali frodi.
A questo numero rispondono militari specializzati del Reparto che, oltre a raccogliere le segnalazioni ed indirizzarle ai Nuclei competenti, forniscono utili suggerimenti sia ai consumatori sia
agli operatori economici che richiedono consigli per i loro prodotti.
Le azioni poste in essere dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari con i Nuclei Antifrodi Carabinieri, deputato sia alla verifica del corretto percepimento di aiuti nel comparto
agroalimentare, sia al controllo sui prodotti agroalimentari a marchio di qualità.
Il Reparto, svolgendo controlli straordinari, si occupa pertanto della lotta alla criminalità nel settore agroalimentare.
Per mettere in atto questa azione di contrasto, i militari “seguono” e controllano il prodotto dall’inizio alla fine del suo processo produttivo, recandosi anche nei campi o negli allevamenti. Al
riguardo viene svolta una attenta e mirata analisi dei settori produttivi con precise valutazioni degli operatori da sottoporre a controllo basata su specifici indici di rischio.
Il monitoraggio dei settori, nonché delle piattaforme di commercializzazione, permettono di mantenere costantemente in osservazione i prodotti in vendita ed intervenire alla prima anomalia
rilevata.

NUCLEO ANTIFRODI CARABINIERI PARMA
Strada Garibaldi, 20 – 43100 Parma
Tel.: 0521/508841 – ccpanacpr@carabinieri.it

Il Nucleo Antifrodi Carabinieri, dipende dal Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari ed è posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali (attualmente On. Giancarlo Galan) per esercitare i poteri ispettivi devoluti a quel Dicastero e svolge controlli straordinari sulla erogazione e percepimento di aiuti comunitari nel
settore agroalimentare e della pesca ed acquacoltura, sulle operazioni di ritiro e vendita di prodotti agroalimentari, ivi compresi gli aiuti a Paesi in via di sviluppo e indigenti. Esercita,
inoltre, controlli specifici sulla regolare applicazione di regolamenti comunitari.
 
 
Redazione Newsfood.com

NOTA della redazione: fortunatamente il consumatore è tutelato e sicuramente non avverranno mai più efferatezze di questo tipo per il terrore della pena alla quale vanno incontro
i malfattori.

Cosa rischiano? Una pena esemplare durissima: “…. con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065”. !!!

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