Francia. Troppo inquinamento, limiti al consumo dei pesci d’acqua dolce
23 Gennaio 2012
I francesi devono stare attenti ai pesci d’acqua dolce. Specie come anguille, carpe e lucci sono troppo inquinati, risultando particolarmente pericolosi per soggetti come bambini piccoli e
donne incinte. A prescindere dall’età, tutti devono limitarne il consumo, fermandosi a due volte al mese.
La raccomandazione arriva dall’Anses (Agenzia Nazionale della Sicurezza Sanitaria) e segue un ‘indagine condotto dalla stessa Agenzia insieme ai colleghi dell’Istituto nazionale di sorveglianza
sanitaria.
Gli scienziati di Parigi sono partiti da una constatazione: l’organismo dei pesci d’acqua dolce tende ad accumulare le sostanze chimiche. In particolare, gli esami hanno mostrato come fossero
particolarmente alti i livelli di policlorobifenili (Pcb).
In cerca di conferme, gli studiosi hanno selezionato 622 volontari, 606 pescatori dilettanti e 16 loro colleghi professionisti. Gli esami del sangue hanno così detto come i livelli di
Pcb erano limitati, solo in alcuni casi sopra la soglia di sicurezza.
Tuttavia, spiegano gli esperti, i policlorobifenili sono altamente insidiosi. Perciò, le autorità hanno provveduto ad emettere gli avvisi.
Matteo Clerici





